Gigi Datome: «Roma sta agendo molto bene, su ambo le sponde»

26 ottobre 2026 16:15

Punto della situazione sulle capitoline

La grande pallacanestro è tornata protagonista a Roma e, con essa, si riaccendono i ricordi e le emozioni di Gigi Datome, oggi alla guida delle attività delle Nazionali maschili per la Federazione Italiana Pallacanestro. In una ricca intervista rilasciata a Il Messaggero, Datome ha toccato diversi temi, dal rilancio del basket capitolino al valore delle nuove generazioni di talenti italiani.

Al centro della conversazione, il tanto atteso derby tra Maxima Roma e BC Roma, andato in scena davanti a 9.312 spettatori al PalaEur, un evento che ha rappresentato un vero e proprio test per la passione della città. L’entusiasmo del pubblico non è passato inosservato a Datome:

«Ero molto curioso di capire la risposta del pubblico romano dopo anni di attesa per una partita al PalaEur e sono rimasto decisamente colpito in positivo. BC e Maxima si stanno muovendo molto bene sia in campo che fuori con il coinvolgimento dei tifosi. A Roma mancavano delle guide per poter trainare l'attività del basket del territorio, comunque già molto attivo».

L’ex capitano azzurro ha voluto rimarcare come l’accoglienza calorosa della città non fosse affatto scontata:

«Non mi aspettavo nulla in principio. Non era chiaro come la piazza di Roma, piuttosto esigente, avrebbe reagito davanti a quello che probabilmente è un unicum in Italia, ovvero due nuove squadre nate dal nulla. L'inizio è molto convincente. Mi è piaciuto molto vedere tante famiglie, un tifo corretto e un bel clima fuori dal campo. Il derby, poi, è stato avvincente fino all'ultimo».

Analizzando i roster delle due compagini romane, Datome ha posto l’accento sul contributo degli italiani, con un’attenzione particolare per Nico Mannion:

«Come coordinatore delle nazionali, mi fa molto piacere vedere il ruolo centrale di Nico Mannion alla BC, ma ci sono anche altri italiani interessanti. Vedo, in generale, due squadre con grande talento distribuito alle quali piace giocare in velocità. Cercano, ovviamente, la loro identità, ma per questo servirà ancora un po' di tempo».

Non poteva mancare uno sguardo al passato, in particolare agli anni trascorsi alla Virtus Roma, decisivi per la sua affermazione internazionale:

«Tutti sanno quanto sia legato a Roma e quanto siano stati importanti quegli anni. Senza l'ultimo anno alla Virtus non sarei andato in Nba, poi al Fenerbahçe e all'Olimpia».

Rievocando la finale Scudetto del 2013, Datome ha espresso un piccolo rimpianto legato al PalaEur:

«Quell'anno era tornata la "febbre" Virtus, magari avremmo perso uguale, ma sarebbe stato bello coronare una bellissima annata come quella al PalaEur. Ci sono what if peggiori nella vita, però chi mi incontra anche ora ricorda quel periodo e mi apprezza».

Guardando al futuro, il prossimo 26 novembre segnerà una data storica: dopo 19 anni, la Nazionale italiana tornerà a giocare al PalaEur, affrontando la Turchia in una partita che vedrà anche la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un appuntamento che, per Datome, avrà un sapore speciale:

«Sarà un'emozione tornare al PalaEur che ritengo sia uno dei palasport più belli dove poter giocare a basket. Io, tra l'altro, ero nel roster della partita del 2007 contro la Grecia, quindi ho un ricordo ancora più bello».

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