Sandro Gamba dice la sua
Fonte: La Repubblica a cura di Sandro Gamba
Ho ben presente il valore e l'incidenza dell'America sul nostro gioco e sul nostro mondo fin da quando ho preso in mano una palla da basket. E sono stato negli Stati Uniti a studiare i loro tornei, oltre che i loro schemi, quando gli Usa da noi erano soltanto qualche foto in bianco e nero sulle riviste specializzate. Per cui sarò l'ultimo a scandalizzarmi all'idea che l'Nba possa prendere in mano le redini della pallacanestro europea, o quanto meno dettare la linea per il prossimo futuro. Quello che mi chiedo è: siamo pronti? E ancora: vale la pena? E questo al di là del fatto che - per fortuna — Milano sia considerata città centrale nel progetto, così come Roma: non poteva essere altrimenti. Ma non sono così sicuro che il marchio e il modello dell'Nba siano un riferimento globale come in passato. Gli indici di ascolto e di popolarità negli Stati Uniti per il basket sono in calo costante da qualche anno. Certo, il livello resta irraggiungibile per noi, a livello finanziario e di organizzazione. Gli americani sanno come si fanno. E hanno una forza, economica e contrattuale, con la quale i club europei non possono competere. E dunque, se matrimonio sarà, bisognerà negoziare le migliori condizioni possibili ed evitare che quello europeo diventi un campionato riserve dei professionisti veri.