Luigi Suigo: «verso il sogno NBA sulle orme di Jokic»

24 aprile 2026 06:13

Il sogno americano del lungo italiano

Dalla Gazzetta dello Sport a firma Giuseppe Nigro, la storia meravigliosa di Luigi Suigo, giocatore che può dare un senso alla Nazionale del domani. Un giocatore così l'Italia non ce l'ha mai avuto. Da un po' anche il mondo se n'è accorto e gli sta aprendo le porte: a 18 anni Luigi Suigo è andato in Serbia, a 19 è pronto per gli Stati Uniti. Con due strade davanti. In queste ore si è dichiarato eleggibile per il Draft Nba del 23 giugno. Può ritirarsi entro il 13 giugno, 50 giorni per capire se potrà entrare tra le prime 15-20 scelte, o comunque al primo giro con un programma di sviluppo cucito su misura per lui. Oppure - non un ripiego, anzi... un percorso di alto profilo in un college di altissimo livello tra quelli che ha alla porta, un anno di ambientamento nel basket Usa per presentarsi al Draft 2027 per una scelta più alta. Il potenziale, spaziale, ha già iniziato a fare breccia nel presente: un unicorno di 221 centimetri, e l'altezza come noto non si insegna, capace col talento e col lavoro di declinare su un corpo unico, e armonico, la rapidità dei piedi, la dolcezza dei polpastrelli, una comprensione del gioco sopra la media oltre all'abilità nel passaggio. Non le doti del vostro normale "grande centro". Perché quella lontano dal ferro non resti la sua unica dimensione, sta lavorando per aggiungere la durezza per le battaglie d'area contro gli avversari con più chili e atletismo. Che storia E pensare che proprio per i piedi poteva non diventare mai un giocatore. Per raccontarlo Suigo apre l'album di famiglia, e il cuore: «Mio papà è  due metri: ha cominciato a giocare tardi, a 17 anni, ha il record di velocità per uscita per falli! Mia mamma era 1.80, l'ho persa quando avevo 11 anni: a 7, per un problema che avevo ai talloni, volle che smettessi di giocare per paura che mi facessi male. Quando è morta era dicembre, a gennaio mio papà decise di iscrivermi di nuovo a basket anche per tirarmi su di morale: non potevo crederci che ricominciavo, mi ha aiutato a non pensare alla sua perdita». Parlantina brillante, con l'altezza "SuiGoat" ha un buon rapporto: «Ottimo. La battuta più bella me l'ha fatta un ragazzo che mi ha fermato una volta in giro: "Cosa mangi a colazione per essere così alto, pane e righelli?"». I suoi idoli raccontano tanto: «Il primo, da piccolo, James Harden: mi faceva impazzire vederlo segnare in step back, al campetto provavo a emularlo e così ho imparato a farlo. Anche pensando al giocatore che sarei voluto essere, a 14 anni sognavo di diventare come Giannis ma con più tiro. Poi è spuntato Wembanyama! Guardo sempre a Jokic per come si muove in post basso e per il resto a Wemby e Porzingis: il giocatore con caratteristiche più vicine a me, per studiare come gioca, imparare, ripetere». Futuro Dopo il triennio nelle giovanili Olimpia in cui è esploso con la cura di coach Michele Catalani fino alla chiamata in prima squadra con Ettore Messina, l'estate scorsa a fine giovanili Suigo ha scelto il Mega Belgrado, la squadra da cui è uscito proprio "The Joker" : «Anche per questo è stata la mia scelta. Non solo Jokic, più di una decina sono andati in Nba: Bitadze, Jovic, Zubac... Le altre opzioni erano in Serie A o all'estero. Ma ho pensato che uscire dalla comfort zone mi aiutasse a crescere come persona. E, con poco tempo per far vedere più possibile, con l'obiettivo del Draft di giugno, è stato importante sapere di avere un ruolo da titolare e più margine d'errore, che altrove non avevo». Perché non in Italia? «Qualcosa si sta muovendo, vedo squadre che stanno cercando di far giocare i giovani come Trento dei miei amici Niang e Hassan. Credo che in futuro aumenteranno i club che danno queste opportunità. Se fai due minuti a partita non riesci ad abituarti ai corpi e alla velocità del mondo senior, me ne sono accorto al Mega: le prime partite mi sono servite a prendere le misure, attaccato da guardie diverse da quelle che trovavo in Under 19». Bagnati i piedi in azzurro, con la chiamata del et Luca Banchi nelle ultime due finestre, sale l'asticella degli obiettivi: «Finire la stagione nel miglior modo possibile per poter arrivare al Draft in una buona posizione. A lungo termine... se mai riuscissi ad arrivarci, poter fare una carriera tutta in Nba». Stiamo lavorando per voi.

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