Netta vittoria statunitense in finale
Il ricordo di quella finale olimpica, decisa da un solo punto proprio contro la Francia, non è mai stato digerito dagli Stati Uniti. Per Team USA, dunque, la sfida aveva anche il sapore della rivincita. E la risposta è stata schiacciante: con un netto 97-79, le americane conquistano il quinto titolo mondiale consecutivo, prolungando una striscia di imbattibilità che dura dal 2006, anno dell’ultima sconfitta – in semifinale contro la Russia.
Eppure, l’avvio della partita è tutto in salita per le statunitensi: la Francia vola fino al +14 nel secondo quarto, lasciando presagire una possibile sorpresa. Ma, una volta ritrovata la concentrazione, le ragazze di Team USA cambiano marcia e chiudono ogni varco. Con Gabby Williams neutralizzata, la Francia si infrange ripetutamente contro la difesa a stelle e strisce, incapace di replicare i 96,2 punti di media messi a segno fino alla finale, fermandosi a quota 79. Man mano che il distacco si allarga, cresce la consapevolezza: contro Stewart e compagne non c’è rimonta che tenga.
Team USA ha imparato in questo torneo che il talento da solo non basta; serve anche la giusta mentalità. Ma quando la squadra si esprime a questi livelli, per le avversarie non resta scampo: Stewart chiude con 22 punti, Young ne aggiunge 18, Copper 15, mentre Clark accende il pubblico con le sue giocate decisive.
Nel primo tempo, però, sono le americane a inseguire. "It’s not us", non siamo noi, tuona Kara Lawson durante un time out. Nei primi 12 minuti, Team USA perde sei palloni e scivola fino al -14 (31-17). La Francia, invece, gioca una pallacanestro brillante: Gabby Williams è inarrestabile (16 punti all’intervallo), il giro palla funziona e la difesa statunitense fatica a contenere il ritmo avversario. Le ragazze di Toupane chiudono la prima metà gara con un eccellente 8/14 dall’arco, mandando a segno cinque giocatrici diverse.
Ma nella ripresa il copione cambia radicalmente: Gray, Stewart e Young alzano l’intensità, Reese porta energia e Team USA inizia a dominare in transizione e sotto canestro. In pochi minuti, lo svantaggio si riduce fino a scomparire: un parziale di 16-0 riapre la gara e la tripla sulla sirena di Caitlin Clark – la sua prima della serata – manda le squadre all’intervallo sul 45-43 per la Francia.
Da lì in poi, la partita prende una direzione chiara. Nel terzo quarto la difesa americana sale di colpi e la Francia si blocca. Williams, protagonista nei primi venti minuti, viene completamente annullata; Johannès non trova mai ritmo e commette due errori pesanti. Dall’altra parte, Young è dominante, Stewart continua a colpire e Clark si accende. La Francia prova a restare agganciata grazie a una straordinaria Malonga (21 punti, miglior realizzatrice delle sue), ma non basta. Un fallo di Malonga e l’antisportivo di Johannès regalano agli Stati Uniti quattro liberi e possesso, facendo esplodere il divario. Il terzo quarto si chiude con un parziale di 30-12: Team USA vola fino al +27.
Non è la Francia a mollare, almeno inizialmente, ma sono gli Stati Uniti a non concedere nulla. Prima le veterane rimettono in carreggiata la partita, poi Reese e Clark completano l’opera. Williams si ferma a soli 4 punti nella ripresa, mentre Malonga resta l’unica a provare a limitare il passivo. Ma ormai il controllo del match è saldamente nelle mani delle americane: ogni recupero difensivo si trasforma in un’occasione per colpire in contropiede.
Il match si chiude 97-79. Breanna Stewart viene eletta Mvp del Mondiale; Jackie Young, con 18 punti e una prestazione straordinaria su entrambi i lati del campo, si aggiudica il titolo di miglior giocatrice della finale, premiata da Lauren Jackson – simbolo dell’Australia, ultima nazionale prima degli Stati Uniti a vincere il Mondiale, nel 2006. Vent’anni dopo, il trofeo resta nelle stesse mani. E, curiosamente, la squadra che più di tutte ha messo in difficoltà Team USA in questo Mondiale è stata proprio l’Italia.