Entusiasmo alle stelle a Brescia.
Da BresciaOggi a firma Alberto Banzola, la sala stampa con coach Cotelli. L'ingresso in sala stampa di Matteo Cotelli è accompagnato dagli applausi: in un Allianz Cloud abbastanza desolante come presenze (4.090 spettatori) e a tinte biancazzurre (soprattutto a livello di tifo, con buona pace del dj di casa), lui e la Germani hanno firmato un'impresa. «Abbiamo realizzato un capolavoro. A Milano, senza Ivanovic, rimontando e soffrendo tutti insieme: incredibile». Protagonista un immenso Della Valle: 31 punti, 7 assist, 38 di valutazione. «Per Amedeo ho finito gli aggettivi. Ma credo che al di là di tutto siamo stati squadra in ogni momento». Eppure i primi 20' non erano stati brillantissimi. «Abbiamo giocato in assenza di fisicità, fermato poco la transizione di Milano. All'inizio del terzo quarto è arrivato subito il terzo fallo della ripresa: un segnale importante dopo che nei primi 20' ne avevamo spesi 5 in totale». La svolta. «In attacco volevamo provare a correre il più possibile e ci siamo riusciti con continuità nel terzo. Abbiamo costruito dei vantaggi e distribuito bene i tiri». Sfruttando moltissimo il pick and roll. «Abbiamo spinto più del solito su questo fondamentale. Per fare 90 punti serviva questo genere di sviluppo». Ripresa d'oro per Momo Ndour in primis, senza dimenticare Rivers e Massinburg, sul quale si sofferma Cotelli: «CJ ci ha dato 35' di solidità e sacrificio, giocando una partita dal peso specifico importante». Un successo che parte da lontano: «È una vittoria di cui essere orgogliosi, figlia di tre anni di continuità a livello di squadra. E poi c'è la soddisfazione di avere vinto contro Peppe, il mio maestro. Merito del lavoro fatto in palestra, assieme al mio staff. C'erano i miei genitori: emozionante esultare con loro».