Varese torna nell'oblìo, domina Reggio Emilia

02 febbraio 2026 13:08

Subito sotto, partita mai ripresa.

Dalla Prealpina a cura di Giuseppe Sciascia. Ferri in serie dall'arco, forzature senza costrutto e poca coralità per 15 minuti: l'Openjobmetis riabbassa la testa. Dal blitz di Milano al crollo di Masnago con Reggio Emilia: Varese gioca i peggiori 40' della stagione andando a sbattere contro il muro difensivo degli ospiti. Non sono gli abituali alti e bassi modello ottovolante ai quali la squadra aveva abituato nell'ultimo mese, perché la partita non inizia neppure: l'Unahotels si conferma bestia nera di una Varese piccola piccola, schiacciata dalla stazza e dai muscoli degli ospiti in tutti i ruoli. Quando si è trattato di cambiare il ritmo in campionato, l'OJM ha fallito. Dopo il blitz a Milano ecco il pesante ko interno.
Fallito il test maturità - L'Openjobmetis fallisce l'esame di maturità con Reggio Emilia. Netta sconfitta casalinga per i biancorossi contro la bestia nera Una Hotels. Dimitris Priftis e il suo "control-game" si confermano la kryptonite capace di togliere energie ad una Varese mai in grado di accendere il motore del contropiede. Tanti meriti agli ospiti, che banchettano per la terza volta (più 15 a marzo 2025 a Masnago, più 24 all'andata al PalaBigi e più 15 ieri: fa meno 54 complessivo nel duello fra i coach ellenici…) col medesimo copione. Se doveva essere un test per valutare la solidità delle ambizioni, il campo ha sonoramente bocciato una squadra che inanella occasioni perse (Udine dopo Cantù, Treviso dopo Napoli). E stavolta senza l'attenuante delle assenze (Alviti e Moore nei casi precedenti). La Kastritis Band si schianta contro il ferro dall'arco (polare 24% da 3) e contro i muscoli di difensori più stazzati negli assalti velleitari dei suoi piè veloci. Stavolta la questione non è degli alti e bassi stile "con Varese non è mai finita": il più 18 ospite a metà secondo quarto evidenzia che la partita non è mai iniziata.
L'ANALISI – Monologo pressochè costante dell'Una Hotels che toglie ritmo e lucidità ad una Varese presa da frustrazione e frenesia. Anche quando la difesa paga – 7 punti ospiti fra il 15'e il 25' – l'attacco OJM capitalizza male tra errori di misura (15 perse) e di concetto. Gli arbitri non aiutano, ma è un dettaglio.
LA CHIAVE – Solo 50 tiri dal campo per una OJM abituata a viaggiare attorno a quota 70: questione di ritmo che Reggio Emilia ha gestito con sapiente maestria, sfruttando per l'ennesima volta le difficoltà varesine a rimbalzo (meno 11 complessivo).
IL PROTAGONISTA – Ioannis Kastritis aveva chiesto ai suoi un approccio mentale aggressivo per indirizzare la gara sui binari adatti all'OJM nel duello con la sua antitesi tattica e fisica. La squadra non l'ha ascoltato con la dovuta attenzione, rapita dai voli pindarici del raid del PalaLido, oppure il piano A di Varese (che può essere solo sé stessa) diventa prevedibile quando le avversarie fanno i compiti a casa a livello di preparazione delle partite? E quante volte riesci a trasmettere il senso di urgenza ad una squadra "meteoropatica"?
IN PROSPETTIVA – Il "minuetto" di Varese continua senza soluzione di continuità: appena la squadra fa un passo avanti verso un possibile salto di qualità, ne arriva uno lungo e ben disteso che la riporta al punto di partenza. La continuità che manca dipende da limiti mentali di un roster che deve applicarsi costantemente per "stare sul pezzo" come chiede il suo coach, o strutturali di una squadra che – pur riveduta e corretta – esprime ancora enormi limiti offensivi quando è chiamata a ragionare con la testa anziché con le gambe? Trento e Brescia dovranno dare risposte definitive in vista della pausa della Coppa Italia, indicando dove puntellare il roster per risolvere una volta per tutte l'equivoco Freeman. 

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