Deluso l'allenatore giuliano
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. La delusione e l'amarezza per una sconfitta davvero difficile da commentare nel volto tirato di coach Israel Gonzalez e nello sguardo cupo del diesse Michael Arcieri. Espressioni che urlano molto più di quanto i microfoni possano registrare, raccontando la frustrazione di una squadra che sembra intrappolata in un loop temporale. Il problema è la sensazione di déjà-vu. Non è la prima volta che Trieste approccia bene la gara per poi sciogliersi come neve al sole non appena l'intensità degli avversari sale. La gestione tecnica resta sotto la lente d'ingrandimento: manca quella cattiveria agonistica, quella capacità di mordere in difesa quando l'attacco smette di segnare con fluidità. Se è vero che Hubb ha giocato un match clamoroso, è altrettanto vero che una squadra con ambizioni di alta classifica non può permettersi di subire passivamente gli avversari. La determinazione che serve nei momenti chiave sembra essere diventata un optional, e le conferenze stampa che ripetono lo stesso copione da settimane iniziano ad alimentare una legittima perplessità. Il tecnico spagnolo riconosce i meriti degli avversari ma punta il dito contro le solite, croniche lacune dei suoi. Il suo virgolettato è una crudele fotografia del match: «Per prima cosa devo fare le mie congratulazioni a Tortona perché ha saputo giocare una seconda parte di partita incredibile, in particolare Hubb: non abbiamo saputo come fermarli. Da parte nostra abbiamo giocato una buona prima parte di gara, ma non abbastanza per poter vincere. Dobbiamo giocare in difesa 40 minuti, cosa che oggi non abbiamo fatto: non abbiamo difeso bene nella seconda parte e così non si può vincere in trasferta. Sono molto deluso per questa sconfitta: avevamo nelle nostre mani la possibilità di vincere».