Complimenti dall'ex bianconero
Dal Messaggero a cura di Giuseppe Pisano. La sfida alla Virtus in campionato e le Final Eight di Coppa Italia nel giro di quattro giorni: l'Apu si prepara a un doppio appuntamento di alto livello. Ne abbiamo parlato con Matteo Boniciolli, che in carriera ha guidato sia l'Apu che le "V Nere" e ha conquistato la Coppa Italia di serie A con Avellino e quella di serie A2 con l'Old Wild West. Oggi allena nella Capitale: è head coach e responsabile del vivaio della Stella Ebk Roma, squadra militante in serie B. Boniciolli, come vede la sfida di domenica fra Virtus e Apu? «Innanzitutto mi preme congratularmi con l'Apu per l'ottimo lavoro svolto finora: dopo i risultati iniziali si sarebbe potuto fare qualche scelta affrettata, invece sono andati avanti con fiducia. Domenica avranno di fronte la squadra più forte d'Italia, allenata da una leggenda come Dusko Ivanovic, il quale sta dimostrando a tutti che i giovani italiani (Niang, Diouf e ora anche Ferrari) possono giocare da protagonisti. Vincendo a Brescia la Virtus ha dato un segnale al campionato: per Udine sarà dura, ma la condizione è ottima, quindi se la può giocare». A proposito di giovani, cosa ci dice di Calzavara? «È arrivato a Udine dopo essere maturato in A2, la sua stagione è l'ennesima dimostrazione che chi dice "non ci sono giovani di valore" non sa di cosa parla. Ci sono, basta farli giocare come fa Vertemati con Calzavara, anche se a dirla tutta tanto giovane non è, essendo un 2001. Vorrei ricordare che Doncic a 17 anni fu eletto Mvp delle Final Four di Eurolega. Giocando nel Reai Madrid, non nel Pizzighettone». Ferrari ha fatto la scelta giusta andando a Bologna? «Sì, perché alla Virtus c'è Ivanovic, che i giovani li fa giocare. Non come in altre realtà dove invece si spengono lentamente». All'andata Edwards ne mise 32. A Bologna ha trovato l'ambiente ideale: lì non è uno dei potenziali scorer, bensì lo scorer. A proposito dell'andata: Vertemati disse che da certe sconfitte s'impara a vincere ed è andata proprio così. L'Apu ha dato un bell'esempio, è rimasta serena anche dopo il caso Hickey e ha inserito un ottimo giocatore come Christon». Mercoledì sera all'evento sulla storia dell'Apu era presente in bella mostra la Coppa Italia che vinceste nel 2022. Che ricordi ha in merito? «A Udine (Snaidero inclusa) ho fatto un bel percorso, con tre finali play-off e due di Coppa Italia. Credo di aver parzialmente restituito ciò che mi è stato dato, ed è molto». Nei suoi incubi ricorre più spesso la tripla a fil di sirena di Karvel Anderson o Trevor Lacey infortunato? «Entrambi! Uno è stato la causa dell'altro, e resto certo che con Lacey sano avremmo vinto: lo dimostra il fatto che l'anno dopo la Vanoli lo ha preso e ha vinto tutto». La prossima settimana l'Apu va a giocare le Final Eightdi Coppaltalia. Può accadere di tutto, nei tornei brevi non vince il più forte, vince il più in forma. Nel 2008 vinsi la Coppa con Avellino, insieme al Paròn Zorzi, battendo in finale a Bologna proprio la Virtus».