Una tripla di Vildoza chiude il match
Dal Corriere di Bologna a firma Luca Aquino, la vittoria bolognese con vetta solitaria. Soffre, la Virtus, in una partita che probabilmente le servirà a trovare l'intensità giusta in vista della Final Eight, ma alla fine la porta a casa e si issa da sola al comando della classifica. Due punti di vantaggio su Brescia, caduta sabato a Varese, e il 2-0 negli scontri diretti a nove partite dal termine della regular season, un bel tesoretto concretizzato da questo successo su Udine che dopo una dozzina di minuti sembrava scontato e che invece a tre dalla fine era tornato ampiamente in discussione. L'Olidata si era infatti issata a +20 (39-19) dopo un inizio di partita ai limiti della perfezione, dalla difesa aggressiva e puntuale che costringe i friulani a buttare 7 palloni all'attacco spumeggiante in campo aperto. Poi all'improvviso tutto svanisce, la difesa subisce 34 punti nel secondo quarto con sei triple e tre giochi da tre punti e l'attacco si blocca masticando il pallone (8 assist e 12 palle perse dopo il primo quarto). Con Trento si era sprecato un +17 a 12' dal termine, qui il +20 era molto lontano dal tramonto del match ma il rischio di scialacquarlo nuovamente è diventato concreto con il pareggio a 3' dalla sirena di Bendzius (78-78), autore di 21 punti dopo il primo quarto con 5/7 da tre. L'attacco dell'Olidata era già all'"hero ball" di Edwards da tempo, con gli altri a mettergli la patata bollente in mano piazzandosi negli angoli. Da quello destro, Niang su scarico in emergenza di Carsen trova l'81-78 allo scadere dei 24", mentre è una tripla da non meno di nove metri di Vildoza, in analoga situazione, a sigillare il successo a 12" dal gong per il conclusivo 90-86. Queste montagne russe stanno diventando abituali soprattutto in casa per la Virtus, scoprirne la scatola nera sarà compito di Ivanovic che ha avuto pochissimo dalla panchina e di conseguenza poca polpa dai suoi quintetti sperimentali. Se Edwards alla fine comunque ha scavato a fondo nella roccia con 22 punti e 9 assist, sono stati Jallow e Diouf i due cardini che hanno tenuto in piedi tutto l'edificio, partendo dalla difesa e facendosi trovare pronti anche in attacco, mentre Vildoza si è confermato uomo di ghiaccio nei finali di partita. Udine si è sciolta nel secondo quarto con le triple di Bendzius e Alibegovic tornando a -3 già prima della pausa, poi è salita di colpi a rimbalzo d'attacco con Mekowulu (2-12 i punti da secondi tiri) e il talento di Christon con le sue abituali incursioni a centro area. Dopo 15' filati di ripresa, Dusko ha dato un po' di riposo a Jallow sul 78-71 ma senza il tedesco la squadra si è disunita dietro subendo lo 0-7 del pareggio prima del finale già raccontato che certifica la mini fuga in campionato. Ora testa alla Coppa Italia: giovedì si comincia con Napoli.