Rapporti sempre più difficili in seno alla squadra
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo gatto. La notizia che nell'aria aleggiava da qualche giorno è diventata ufficiale: la Pallacanestro Trieste ha esonerato Israel Gonzalez. Nonostante il netto e convincente successo oltre quota 100 di sabato sera contro la Guerri Napoli, la società ha deciso di rompere gli indugi e voltare pagina. La guida tecnica della prima squadra è stata affidata a Francesco Taccetti, una promozione interna che non rappresenta una scelta di ripiego ma è una scommessa sul carattere e sull'identità del gruppo. L'esonero di Gonzalez è la presa d'atto di una realtà che era sotto gli occhi di tutti da tempo. Nonostante i traguardi raggiunti, dalla qualificazione in Coppa Italia fino al percorso in Champions League, il basket resta uno sport fatto di alchimie sottili e, purtroppo, tra il tecnico spagnolo e buona parte della squadra la scintilla non è mai scoccata. Non si è trattato solo di mancanza di risultati, ma di una divergenza di idee che alla lunga è diventata insostenibile. Si è provato a convivere, a smussare gli angoli e ad appianare le problematiche per il bene comune, ma i momenti di frizione e tensione sono stati una costante silenziosa che ha logorato l'ambiente dall'interno. Quello che il pubblico ha percepito in questi mesi è stata solo la punta dell'iceberg: sotto la superficie, il rapporto tra coach e squadra è stato frenato da incomprensioni che non hanno mai permesso ai giocatori di esprimersi con quella continuità necessaria a grandi livelli. Il paradosso più evidente è che il potenziale di questa squadra esiste ed è notevole, come dimostrato da alcune vittorie di prestigio e dalla versione ammirata nel primo tempo contro Napoli. Quella è la vera Trieste, la squadra che la società spera di vedere adesso fino al termine della stagione. A far precipitare gli eventi sono stati i passaggi a vuoto che hanno iniziato a minare le ambizioni stagionali. La doppia sconfitta in Champions League contro Nymburk e Gran Canaria ha di fatto compromesso il cammino europeo, il recente stop di Tortona ha reso improvvisamente più difficile l'assalto al quinto posto in campionato. E per chi, come Paul Matiasic, è fermamente convinto che questa squadra abbia i mezzi per occupare stabilmente una delle prime quattro posizioni della classifica, un simile cammino è stato giudicato insufficiente. Ora la palla passa a Taccetti. Francesco conosce l'ambiente, gode della stima dei giocatori e possiede le capacità e la leadership necessaria per ricucire 10 strappo emotivo degli ultimi mesi. È l'uomo chiamato a liberare la squadra dai freni invisibili e a ridare slancio al progetto. Ora arriva il difficile ma, contemporaneamente, anche 11 più bello. La continuità è il prossimo canestro da segnare. Quella di Napoli deve essere la scintilla, non un fuoco fatuo. Mercoledì a Torino inizia una Coppa Italia che non ammette appelli e dove il cuore conta quanto la tattica. Trieste ha dimostrato di avere il talento per guardare negli occhi chiunque e la possibilità di giocarsi un trofeo di grande prestigio: è un'occasione che capita raramente con questa inerzia emotiva. Il messaggio alla squadra è chiaro: ora che avete capito come si fa, non fermatevi. Sorprendete Fltalia, sorprendete voi stessi. Andate a prendervi quella Coppa.