A Torino con velleità di successo
Dal Corriere del Veneto a cura di Serena Spinazzi Lucchesi. Uno stop inaspettato. Dovuto a un calo di energia e forse di tensione. Il ko di domenica al Taliercio con Reggio Emilia (79-81 il risultato) si può spiegare riavvolgendo il nastro delle ultime settimane che hanno visto l'Umana Reyer affrontare con rotazioni ridotte gli impegni di campionato ed Eurocup. Un dispendio di energie che può aver influito sulla partita persa all'ultimo secondo con Reggio Emilia, una sfida forse affrontata con minore tensione rispetto al big match di mercoledì scorso con l'Hapoel Gerusalemme: aspetto psicologico che può aver influito e che comunque è nell'ordine delle cose. Anche perché la testa è già rivolta alle Final Eight di Coppa Italia che prenderanno il via questa settimana: giovedì infatti gli orogranata scenderanno in campo alla InAlpi Arena (ore 18) per il quarto di finale contro Tortona. A questo appuntamento la Reyer dovrebbe arrivare quasi al completo dato che stanno gradualmente recuperando Bowman e Nikolic che proprio per le Final Eight potrebbero tornare pienamente a disposizione. Ma dopo tante settimane giocate in emergenza, il ritorno alla normalità richiede nuovi aggiustamenti e anche questo può aver in parte inciso sulla sconfitta con la Reggiana. Sul piano tecnico la Reyer ha perso la sfida a rimbalzo (47-43) soprattutto grazie ai 17 offensivi, di cui ben 7 nell'ultimo periodo. Pesante anche il dato palle perse: 15 quelle della Reyer, 9 quelle di Reggio. In totale significa 32 possessi regalati e questo, ha sottolineato Neven Spahija, "in una partita persa di soli due punti sono veramente troppo". In classifica la Reyer ora è scesa al quarto posto essendo stata scavalcata da Milano, che però non ha ancora riposato.