Trieste, comincia l'era di coach "Taccio"

17 febbraio 2026 07:00

Francesco Taccetti alla guida della prima squadra

Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Il passaggio di testimone è avvenuto nel momento decisivo della stagione, consegnando le chiavi della Pallacanestro Trieste a Francesco Taccetti. Alla vigilia del quarto di finale di Coppa Italia contro l'Armani Milano, in programma domani alle 20.45, il nuovo coach si presenta con la grinta e la consapevolezza di chi sa da dove viene. Pacato, riflessivo, ma con un vulcano di emozioni che ribollono sotto la superficie. Il suo primo pensiero è un ponte gettato verso il passato recente, un saluto doveroso e profondamente sentito a Israel Gonzalez. «Devo ringraziarlo per il percorso fatto assieme» racconta ricordando quei mesi passati a condividere la quotidianità. È un omaggio che profuma di lealtà professionale, il riconoscimento di un legame nato lavorando gomito a gomito, dal quale ammette di aver imparato molto. Ma il tempo corre veloce, tra la consapevolezza del suo nuovo ruolo e la palla a due dell'Inalpi Arena. Taccetti, lei assume la guida tecnica di Trieste in un momento cruciale. Oltre all'o wia soddisfazione professionale, sente più il peso della responsabilità o l'emozione per questa sua prima esperienza da capo allenatore? Sento entrambe le cose. Fa parte del nostro lavoro farsi trovare pronti per situazioni simili. Sono sereno perché credo di aver costruito, nel tempo, un rapporto solido con la società, lo staff e i giocatori. Sono una persona estremamente emotiva e uso questa emotività per vivere appieno il momento. Tuttavia sono e rimango Francesco, nonostante il mio ruolo sia cambiato». Ogni allenatore ha un'impronta che sogna di dare alla propria squadra. Guardando al roster, quali sono i primi cambiamenti che vuole imprimere per rendere il suo basket subito riconoscibile in campo? Credo che questa Pallacanestro Trieste abbia già dimostrato di saper difendere e attaccare con efficacia. L'obiettivo ora è trovare continuità nelle prestazioni. Introdurremo sicuramente degli elementi nuovi nel nostro gioco, ma il passaggio fondamentale resta uno: scendere in campo con l'energia e l'entusiasmo necessari». La Coppa Italia è un traguardo prestigioso, ma il tabellone vi mette subito di fronte a una corazzata come l'Olimpia Milano. Cosa ne pensa e come affronterete il match? È una partita di una bellezza clamorosa che, dal punto di vista delle motivazioni, non ha bisogno di presentazioni. Giochiamo contro una squadra di Eurolega in una cornice affascinante come quella di un quarto di finale di Coppa Italia. Come la prepareremo? Puntando su poche idee, ma estremamente chiare». A suggellare questo nuovo inizio le parole del gm Michael Arcieri. «Prendere la decisione di cambiare è sempre difficile, ma quando mi sono convinto che il potenziale di questa squadra non era pienamente valorizzato, la scelta è caduta su Francesco. È con noi da due anni, conosce ogni dinamica del club e ne incarna i valori. La sua profonda conoscenza dell'ambiente rappresenta la garanzia migliore per ritrovare immediatamente la nostra identità e il giusto ritmo in campo. Lavora in modo eccellente - conclude Arcieri - la squadra si fida ciecamente di lui perché ha un quoziente cestistico altissimo e una visione lucida degli obiettivi. Cosa gli ho chiesto? Di non stravolgere la sua natura, ma di essere semplicemente se stesso». 

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