Le parole del coach in sala stampa
Da LA Nuova Venezia a cura di Giuseppe Malaguti, la sala stampa su sponda Reyer. Amaro il posta gara di coach Neven Spahija nella sala stampa di Torino. È stato eliminato con la sua Reyer dopo il quarto di finale della Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia 2026 contro la Bertram Derthona Tortona. Sicuramente l'assenza di Candì, unita alle evidenti difficoltà di un Bowman ancora alla ricerca della miglior condizione, hanno inciso nel ko. «Complimenti a Tortona per la vittoria che ha meritato. Nel secondo tempo hanno giocato molto meglio, noi abbiamo sbagliato tantissimi tiri aperti da tre, loro li hanno segnati ed hanno deciso la partita. Noi non abbiamo avuto più fisicità per i 40 minuti, sul perimetro siamo stati corti. Torniamo a casa per la prossima parte di campionato». Sul mancato utilizzo di Tessitori negli ultimi 13 minuti, il capitano insieme a Cole era stato il migliore degli orogranata. «Tex ha chiesto il cambio, ma non c'entra assolutamente nella sconfitta. Giocano lui e Horton da cinque. Con Tortona abbiamo giocato con Wiltjer da cinque atipico per cercare di avere più canestri dall'arco. Non è questo il tema della sconfitta, perché siamo stati corti negli esterni». Sull'assenza pesante di Leonardo Candii «Ci è mancato moltissimo. Candì sta vivendo un ottimo periodo di forma ed ha sostituito molto bene Cole durante la sua assenza». Dalla parte opposta la gioia di coach Fioretti: «Abbiamo fatto grandissima fatica all'inizio, in attacco siamo riusciti a fare tutta la partita più o meno quello che ci eravamo prefissati di fare. Non è facile contro Venezia, sono molto fisici e muovono bene la palla. Abbiamo fatto di tutto per limitare Wiltjer che ha grande qualità. La compattezza della squadra è stata quella giusta e siamo sempre stati attaccati alla partita, prima del finale vincente». «In campo», continua Fioretti, «ci vanno i giocatori, il merito è dei ragazzi. Siamo stati tranquilli nel momento giusto, il terzo periodo è stato ottimo dal punto di vista difensivo. Ora ci prepariamo alla partita di sabato. Abbiamo cercato di dare fiato e, per accettare con più sicurezza i cambi difensivi, è andata bene. Siamo stati più bravi a chiudere le loro azioni in post basso. All'inizio eravamo più disconnessi, poi ci siamo ripresi. Eravamo in grave difficoltà, ma quando si è insieme da sei mesi so che, come abbiamo fatto altre volte, siamo in grado di rimettere in piedi una partita».