Si cerca la voce della verità dalla società
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Non è la prima volta che il cielo sopra Valmaura si tinge di un grigio carico di interrogativi, ma questa volta il rumore di fondo che arriva da Torino, teatro delle Final Eight di Coppa Italia, sembra avere un'eco diversa. Si parla di nubi, di incertezze, di un impegno che potrebbe non essere più granitico. Eppure, prima di cedere al nervosismo dei sentito dire, è necessario fare un respiro profondo e riportare la palla al centro del parquet: al momento, siamo nel campo delle suggestioni. L'unica voce che può davvero tracciare la rotta è quella di Paul Matiasic e, finché il Presidente non sceglierà di parlare, ogni scenario resta incerto. Tuttavia, il silenzio attuale non cancella le domande. Anzi, le rende più urgenti. Il futuro della Pallacanestro Trieste, storicamente abituato a navigare tra bonacce e tempeste societarie, si trova di fronte a un'incognita che non riguarda solo i nomi o le proprietà, ma il concetto stesso di sistema. Matiasic, fin dal suo arrivo, è stato chiaro: un progetto sportivo non può e non deve essere il monologo di un solo uomo, per quanto facoltoso o appassionato sia. La visione del Presidente è sempre stata quella di un bene comune, un'espressione della città che dalla città deve trarre linfa. Se il primo anno aveva visto un equilibrio virtuoso tra gli sforzi della società e la risposta del tessuto economico locale, in questa stagione Tasticella si è alzata. Matiasic ha scelto la via dell'ambizione, provando a spingere Trieste verso traguardi più prestigiosi, aspettandosi però una sponda che,a quanto pare, non è arrivata con la forza sperata. È qui che il discorso si fa delicato. Non si tratta di annunciare disimpegni imminenti, che sarebbero, a oggi, del tutto speculativi, ma di analizzare un tema di pura sostenibilità. Il nodo non sono le voci su Roma o sulle sirene dell'NBA Europe, il punto vero è cosa Trieste vuole fare da grande. Può una piazza storica, con una tifoseria che respira basket, permettersi di restare a guardare mentre un investitore cerca di costruire un futuro d'elite? La sostenibilità di un club di alto livello è un mosaico complesso, fatto di sponsorizzazioni, partnership e un sostegno corale che vada oltre il botteghino. Se questo supporto viene meno, o se la sensazione di solitudine al comando diventa troppo forte, è naturale che sorgano i dubbi. Siamo in una fase di attesa. Le domande sono sul tavolo e ignorarle sarebbe un errore, ma è altrettanto fondamentale evitare di alimentare un clima di precarietà fine a se stesso. La Pallacanestro Trieste è un patrimonio della città e, come ogni patrimonio, va curato da tutti gli attori in gioco. In attesa che Paul Matiasic decida di fare chiarezza sulla sua posizione e sulle strategie future, resta un'evidenza: il domani non si scrive solo negli uffici della presidenza, ma nella capacità di Trieste di rispondere presente a una chiamata che non è più solo sportiva, ma di identità e visione.