Goran Bjedov: «Apu, playoff possibili»

24 febbraio 2026 08:00

Parla l'ex Snaidero

Dal Messaggero Veneto a cura di Giuseppe Pisano. Apu può mirare ai play-off, parola di Goran Bjedov. Il tecnico croato, oggi coach in Cina dei Xinjiang Flying Tigers, è lo storico braccio destro di Sasha Djordjevic e alle spalle ha una carriera sulle panchine di Snaidero, Benetton, Panathinaikos, Bayern, Virtus, Fenerbahce e Nazionale cinese. È lui ad analizzare il momento dei bianconeri dopo la parentesi torinese. Che impressione le ha fatto l'Apu nella partita di Coppa Italia contro Brescia? «Bisogna premettere che alla prima partecipazione in una competizione del genere si paga dazio, specie all'inizio del match. Accade a tante squadre. La cosa positiva è che Udine non ha mai mollato ed è anche rientrata in partita. Per loro aver partecipato alle Final Eight da neopromossi dev'essere un motivo d'orgoglio». L'aspetto positivo è il blocco di italiani di Udine, impreziosito dalla chiamata di Calzavara in Nazionale. «Avere una base solida di giocatori del proprio Paese è fondamentale, e vale in Italia come in Spagna, Grecia o altrove. Perché conoscono il campionato, l'ambiente, gli avversari, gli arbitri e tutto il resto. Calzavara è una scommessa vinta, all'inizio ha avuto qualche difficoltà comprensibile, per l'impatto con la nuova squadra e la nuova categoria, ma non ha mai mollato ed è cresciuto tantissimo. La chiamata in Nazionale è meritatissima». Come si spiegano invece le difficoltà di un giocatore navigato come Bendzius? «Lui è un giocatore che nelle giornate migliori fa 20 punti e apre il campo, ma dipende molto dal tiro e dal gioco di squadra: non si costruisce un tiro da solo, va innescato. Poi ovviamente c'è anche il merito degli avversari, per questo dico che è una situazione 50/50 fra meriti e demeriti». Che idea si è fatto invece dello scarso impatto di Dawkins? Da fuori non è facile capire. Evidentemente lo staff tecnico non è contento di qualcosa. Poi c'è da mettere in conto che Alibegovic è cresciuto tantissimo e si prende 30', quindi li toglie a qualcun altro. Aggiungo un'altra cosa: un americano può anche essere utilizzato poco. Quando ero alla Virtus, nella finale scudetto del 2021 contro Milano, uno dei nostri Usa (Josh Adams) non giocò neppure un minuto». Fra poco più di un mese tornerà Hickey: può coesistere con Christon? «Sono due giocatori diversi per caratteristiche, pur giocando nello stesso ruolo. In comune hanno la necessità di avere la palla fra le mani, Vertemati e il suo staff dovranno trovare l'alchimia giusta per farli coesistere. Sarà il campo a dare il responso finale, comunque avere giocatori di valore è sempre una cosa buona». Cosa possiamo aspettarci dall'Apu nelle ultime nove partite di campionato? «Sicuramente una salvezza tranquilla, ma uno sguardo ai play-off va fatto. L'Apu ha dimostrato di essere una squadra solida, può perdere una o due partite, ma non tante di fila: ha le carte in regola per arrivare nelle prime otto».

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