Parla il playmaker triestino
Dal Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Dopo le emozioni della Coppa Italia e la pausa per il doppio impegno della nazionale azzurra di Luca Banchi contro la Gran Bretagna, per la Pallacanestro Trieste ètempo di guardare avanti. Non è stato un periodo semplice, con il passaggio di testimone in panchina tra Gonzalez e Taccetti che ha segnato Pinizio di un nuovo capitolo tecnico proprio mentre la società finiva sotto i riflettori per le indiscrezioni legate alla proprietà. Il calendario di marzo non concede però il lusso di distrazioni, quello che attende i biancorossi è un vero e proprio tour de force, sia in Italia che in Europa. In campionato si riparte dalla trasferta insidiosa di domani a Reggio Emilia, per poi affrontare le sfide casalinghe contro Trento e Venezia e chiudere il mese contro Cantù. In Champions League la trasferta a Praga di mercoledì 11 contro il Nymburk sarà un dentro-fuori decisivo per la qualificazione, prima del gran finale al PalaRubini contro Tenerife. In questo scenario, il gruppo ha bisogno di certezze. E le certezze portano il nome di Michele Ruzzier. Il playmaker triestino, anima e termometro dello spogliatoio, è l'uomo a cui la squadra si affida per gestire il ritmo in campo e mantenere la barra dritta nei momenti di pressione. A lui la parola per capire come il gruppo stia recependo le nuove direttive tecniche e con quale spirito si prepari ad affrontare la difficile sfida contro la Unahotels. Ruzzier, in questa ultima settimana Trieste è stata fortemente al centro di voci societarie: quanto è stato difficile per voi giocatori chiudere la porta dello spogliatoio e isolarvi per pensare esclusivamente al parquet? «Siamo dei professionisti, di conseguenza il nostro unico dovere è focalizzarci sul lavoro in campo e rendere al massimo delle nostre possibilità in quel contesto. Abbiamo mantenuto la testa giusta e siamo rimasti assolutamente concentrati sull'obiettivo». Come avete cercato di sfruttare questi giorni senza partite ufficiali per smaltire le scorie della Coppa Italia e ricaricare le pile a livello mentale per l'intenso proseguo della stagione? «Dopo tanti mesi di attività ininterrotta, un break era necessario per staccare e ricominciare con maggiore energia. Veniamo da una settimana di ottimo lavoro in cui ci siamo sentiti carichi e pronti a ripartire». Entrando nell'ambito prettamente tecnico, su quali aspetti specifici del gioco si sta concentrando maggiormente il lavoro con il coach in questa fase? «Taccio sta facendo un lavoro straordinario, d'altronde lo conoscevamo già bene e tra noi c'è un'ottima intesa. Stiamo introducendo alcune novità a livello offensivo e apportando piccoli accorgimenti in difesa. Non si tratta di stravolgimenti tattici, ma di correzioni mirate a valorizzare al meglio le caratteristiche individuali di ogni giocatore». La Unahotels Reggio Emilia arrivava alla sosta in grande ascesa. Che tipo di impatto fisico e di ritmo vi aspettate per riuscire a strappare i due punti in trasferta? «Reggio Emilia ha faticato all'inizio ma ora è in netta crescita. Non è una squadra che predilige ritmi altissimi, ma punta molto sulla fisicità e su una forte pressione difensiva. Dovremo pareggiare il loro impatto fisico e, allo stesso tempo, provare a correre e giocare in velocità per sfruttare al meglio le nostre qualità nel campo aperto».