Peppe Poeta: «Poca energia»

16 marzo 2026 07:28

La Virtus batte Milano in una gran partita

Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap del big match. La prova di forza della capolista, la prova di forza dei campioni. È la risposta della Virtus alle assenze, come già nel precedente di Eurolega di inizio gennaio, e alla sfida di Milano, che dopo la vittoria della Coppa Italia veniva a Bologna per rimettersi in pista per il primo posto, ma invece di salire a -2 si ritrova rimbalzata a -6: divario ai limiti del proibitivo con 7 partite da giocare. Se ci si ritroverà per lo scudetto, sarà cioè col fattore campo bianconero: dato significativo in ottica playoff, visto che l'Olimpia in stagione a Bologna è zero su due subendo 100,5 punti di media, contro una Virtus in entrambi i casi rimaneggiata. Di più, indebolita in uno dei punti di forza, il gruppo italiano. A gennaio non c'era (anche) Diouf, stavolta Hackett e Pajola, convitato di pietra a bordocampo: capitano bianconero in scadenza, Milano cerca l'offerta irrinunciabile per tenerlo in Italia a fronte di notevoli sirene estere, Panathinaikos su tutti. Protagonisti Oltre a loro mancava Vildoza. Pochi come Poeta conoscono i vantaggi di fare di necessità virtù con la coperta corta in regia. «La nostra mentalità è che non ci sono problemi ma solo soluzioni - commenta la sua "bestia nera" Dusko Ivanovic, 6- vittoria su7su. Ottima prova soprattutto in transizione e nel movimento della palla». Accanto ai 55 punti in coppia della trazione posteriore Edwards -Alston, entrambi al massimo stagionale in campionato, luccicano gli 11 con 6 rimbalzi e 5/6 al tiro in 17' del 20enne Ferrari, a proposito di italiani... «La Virtus ha avuto molta più energia, forse anche per i due giorni di recupero in più dopo la coppa, ma non è una scusa: arrivavamo sempre dopo, abbiamo sofferto tanto gli uno contro uno e sulle palle vaganti - l'analisi di Poeta -. L'unico modo per fermare il loro atletismo ed energia era un attacco più bilanciato e pulito, non ci siamo riusciti come volevamo». Chiavi Senza timori di punteggi alti, visto che i tre assenti non sono realizzatori, un modo aveva per giocarsela la Virtus, correre, e l'ha messa da subito sui suoi binari. Sempre avanti una mossa per fare la partita invece di subirla, alzando e abbassando i quintetti a fisarmonica, Ivanovic sarà stato corto sul perimetro, ma che profondità tra i lunghi: senza play, è facendo correre la palla che è riuscito a innescare prima una fiammata da 7 punti in 3 ' del 20enne Ferrari nel primo quarto, poi 9 in 5' di Diarra nel cuore del secondo: canestri ad alta percentuale (9/12 da due in avvio, il 70% a metà gara, il 75% alla fine!) per volare 28-19 al 9', 48-36 al 16'30" e fino al 58-45 al 21', mentre di là con Brooks a 1 /6 al riposo la legna per Milano arrivava solo dall'energia di Bolmaro e dalle triple di Ricci. La Virtus si è trovata a doverla vincere due volte perché, trascinata dai 15 punti in coppia proprio di Brooks e Guduric nel terzo quarto, l'Olimpia è tornata da-13a-l.Mapoiha aperto l'ultimo quarto non segnando per 4' in cui ha messo insieme tre palle perse, due triple sbagliate e 1/4 ai liberi. Con 11 punti in 5', 16 nel periodo, Edwards ha chiuso la saracinesca. È sempre Virtus.

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