Virtus Bologna, che tonfo!

23 marzo 2026 07:23

Sconfitta senza attenuanti

Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi. Spazzata via dall'energia superiore di Reggio, che prima ne denuda il marasma offensivo e poi ne travolge il fragile compensato delle barriere difensive, la Virtus esce spaccata da una delle sue più tetre serate stagionali. Crolla nel derby della via Emilia, in attesa di quello d'Italia, anzi d'Europa, di giovedì a Milano, sebbene resti sempre prima in classifica, però un po' più preoccupata per il nulla esibito. Giustamente temuto alla vigilia, contro una squadra che già all'andata cadde a Bologna all'ultimo minuto, lo scalo di Reggio ne rallenta la corsa in vetta. Pagata la quarta sconfìtta in campionato, rimane prima, ma un po' di meno, con questa classifica: Bologna 36, Brescia 34, Venezia e Milano 32. Riposando al prossimo turno, la Virtus potrà essere raggiunta dalla Germani (che però è sotto 0-2 negli scontri diretti). Ci sarà tempo per i conti, adesso incombono i cattivi pensieri di una notte sbagliata. Perfidamente illusoria alla partenza, quando c'era una sola squadra in campo: l'Olidata. Anche dopo: quell'altra. Dire che nel naufragio non si salva nessuno è il minimo. L'ultima ciambella di salvataggio l'afferra Morgan, che almeno assalta con coraggio, ma pure di lui si perdono le tracce già in avvio di ripresa. Tra chi gioca male e chi peggio, va nella prima lista il quintetto che illude col primo quarto del dominio facile. A seguire, sono pessime le prove di Edwards, che fa bottino (4/11), quando le pizze da asporto sono già nel forno, di Diouf, emerso solo nel minuto finale, dell'oggetto smarrito Smailagic, del Niang che salta e basta, senza capire da che parte lo stiano sballottando. Tutto comincia bene, si diceva. Rinviato prudenzialmente il rientro di Vildoza, la Virtus offre un primo e secondo quarto che sono il giorno e la notte. Bello soleggiato il primo: difesa, rimbalzi, corse, fino al 24-12 di puro dominio. Cupo il secondo, quando tutto inizia a crollare, la difesa traforata e le palle perse in ogni modo (massime Edwards), i liberi gettati e i palloni vaganti solo guardati (e di fronte usati per far gol). Totale, 25-12 nella frazione, con 6 puntarelli spremuti in 8' di orrori, quando Reggio rinviene, sorpassa e dietro non tornerà mai più, issandosi fino a un +24 che solo nel finale a missione compiuto viene smussato più da errori dei reggiani che da reazioni dei bolognesi. Ma insomma, c'è già un ricco +8 interno al tè, sfregiato pure da sinistri segni del destino, come le due tabellate da 6 punti alle due sirene di 10' e 20' (Severini, Caupain). Si può imprecare alla sorte, ma sono subito meno casuali, in avvio di ripresa, i siluri che spediscono la Virtus, ormai ridotta al solo Morgan e a sghembe sparatorie da lontano, al -24. Ivanovic fa cambi più punitivi che tattici, quel che non cambia è il desolante prodotto dei suoi fattori.

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