Valerio Bianchini: «Udine sta facendo molto bene»

26 marzo 2026 07:52

Parla il Vate

Dal Messaggero Veneto a cura di Giuseppe Pisano. Il "vate" del basket italiano promuove Adriano Vertemati e l'Apu. A pochi giorni dalla grande sfida di Udine contro l'Olimpia Milano, Valerio Bianchini dalla sua abitazione romana spende parole d'elogio per la realtà bianconera e parla a tutto campo della serie A attuale, della nouvelle vague degli allenatori italiani e delle piazze storiche della nostra pallacanestro, compresa quella romana che con lui in panchina ha vinto tutto. Erano i favolosi anni '80 e Bianchini collezionò trionfi dentro e fuori dai confini nazionali con Cantù, Virtus Roma e Pesaro, alimentando la rivalità con Dan Peterson, storico condottiero dell'Olimpia. A Milano ha allenato nel 2000, in una sfortunata esperienza durata pochi mesi. Bianchini, le piace l'Apu di quest'anno? «Da neopromossa sta facendo molto bene. È la testimonianza di una lunga tradizione cestistica. Ricordo le prime volte che venni a Udine, erano gli anni '60 ed ero assistente di Dido Guerrieri a Vigevano (all'epoca griffata Biancosarti, ndr). Non c'era ancora la A2, giocavamo la B che era molto impegnativa e affrontammo il grande Nino Cescutti». Di Adriano Vertemati cosa ci dice? «Lo conosco, avendolo sempre seguito. È bravo, fa giocare bene la squadra e fa parte di un gruppo di allenatori che si sta mettendo in luce e dà lustro alla grande tradizione degli allenatori italiani. Cito anche Cotelli, Brotto e dopo tanti anni da vice a Milano anche Fioretti». E Poeta? «Ha fatto molto bene a Brescia nel suo primo anno da capo allenatore in serie A. Quest'anno a Milano l'impegno è più gravoso: deve stringere i denti e vincere almeno in campionato per tenere l'Olimpia ai livelli a cui ci ha abituato». Anche in Europa ci sono allenatori italiani che stanno facendo bene, non trova? Sì, anche loro danno lustro alla nostra scuola. Scariolo, Trinchieri, ora anche Galbiati si è aggiunto ai "cervelli in fuga". Siamo all'avanguardia da tempo, fu Giancarlo Primo ad aprire la strada, poi Sandro Gamba ha saldato la tradizione italiana con le novitàamericane». Milano è favorita per il titolo? «Ha una squadra fortissima. C'è stato il problema infortuni, ma nessuno ha un roster così profondo. Una volta concluso il percorso in Eurolega non avrà problemi ad emergere in Italia. La verità, però, è che pur avendo 18 contratti alla fine si fida dei soliti 7/8 e i giovani non toccano palla. Così i "senatori" giocano sempre e si logorano per la fatica. Infatti in Europa latitano gioco e risultati». Quindi pensa che Udine possa giocarsela domenica? «Sì, per vari motivi. In primis perché il fattore campo è importante, poi perché le partite vanno sempre giocate e non esistono squadre imbattibili. Tutto è aperto, inoltre Milano si trova a giocare quattro partite in soli otto giorni. Significa che i "senatori" a cui facevo riferimento prima saranno più stanchi e coloro che dovrebbero farli rifiatare potrebbero essere meno pronti». Lei ha fatto grande la Virtus Roma: cosa pensa del ventilato ritorno in serie A con il progetto Nba Europe? «La Virtus Roma per me è finita quando Claudio Toti si è ritirato. La città però è pronta per accogliere una squadra di vertice e anche per Nba Europe. Ci sono due piste, quella di Cremona e quella di Trieste. Una squadra sarebbe perfetta, due sarebbero troppe. Posso dire una cosa su Nba Europe?». Prego. «Avrebbe un significato: rilancio e investimenti per il basket italiano. Dal punto di vista economico, ora solo Milano può spendere. Anche la Virtus Bologna ha ridotto il budget». 

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