Gli 84 biglietti concessi sono un affronto
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Giorni di incertezza e confronti serrati, poi la svolta. Il tavolo tecnico tenutosi ieri a Udine ha infatti sciolto le riserve consentendo a una sparuta rappresentanza di tifosi triestini di partecipare al derby che domenica alle 16, sul parquet del Camera, metterà di fronte Apu Udine e Pallacanestro Trieste. Un via libera condizionato che sa di compromesso al ribasso: saranno infatti solo 84 i tifosi giuliani che potranno sostenere la formazione di coach Francesco Taccetti. La cifra che non è frutto del caso: rappresenta infatti l'esatta capienza che il settore ospiti del Camera può garantire oggi. Un limite fisico invalicabile che però solleva un interrogativo di fondo: a cosa serve l'indicazione del 10% dei biglietti che la Legabasket suggerisce alle società, se poi le carenze infrastrutturali o le decisioni degli organi di pubblica sicurezza permettono ai club di fare, nei fatti, ciò che vogliono? Un paradosso che stride ancor più vista la disparità di trattamento rispetto alla gara d'andata. Al PalaRubini, a fronte di una disponibilità teorica di 600 tagliandi, ai tifosi udinesi ne vennero concessi 300, creando ampie zone cuscinetto per garantire la sicurezza senza però strozzare la partecipazione ospite. A Udine, invece, la reciprocità svanisce dietro i limiti di un settore ospiti che definire esiguo è un eufemismo. Sul tavolo delle autorità, in questa tormentata vigilia, è aleggiata fino all'ultimo anche l'ombra del divieto totale, la serrata completa per i supporter biancorossi. Poteva andare peggio, si è detto, ma di fronte a un'apertura così risicata, il meglio di niente non può essere una consolazione. Accettare questo compromesso significa rinunciare all'anima stessa dello sport, fatto di quella sana rivalità di campanile che tiene vivo un intero movimento. Il senso di appartenenza e la presenza fisica sugli spalti sono il sale della competizione. Trasformare il derby in uno spettacolo televisivo per pochi intimi significa arrendersi, raffreddare la passione e allontanare la gente. Se si temono incidenti, la soluzione deve essere la prevenzione e lacondannadei singoli violenti, non la punizione per un'intera tifoseria. Servono strutture moderne e aree cuscinetto efficienti, ma costruire arene all'avanguardiamentre si scoraggia la partecipazione dei tifosi è un paradosso inutile: a cosa servono i muri se dentro i palazzetti non batte più il cuore del tifo? Spostando lo sguardo dal caos organizzativo al parquet, la palla passa ora alla squadra che sta affrontando la settimana con determinazione. Coach Taccetti sa bene che la sfida del Camera non è solo un derby: un successo non varrebbe solo per il prestigio regionale, ma rappresenterebbe la spinta forse definitiva verso la conquista dei playoff. In casa triestina c'è vo glia matta di resettare mesi di amarezze e cancellare il peso delle sconfitte. L'obiettivo è uno solo: tornare a respirare la gioia di un successo che manca da troppo tempo, per regalare, a chi ci sarà e a chi resterà a casa, un pomeriggio da vera Pallacanestro Trieste. La Curva Nord con un comunicato ha fatto sapere che diserterà la trasferta di Udine.