Protesta della Curva Nord Trieste che non sarà al Carnera
Dal Messaggero Veneto a cura di Pino Pisano. È il giorno della partita più attesa dell'anno. Più delle sfide contro Milano e Bologna, le nobili del nostro basket. Il derby Udine-Trieste ha un significato particolare in qualsiasi categoria, figuriamoci in serie A. Lo dimostra la vigilia vissuta ieri dalla squadra bianconera, che in occasione dell'allenamento svoltosi in mattinata ha ricevuto dapprima la visita del presidente Pedone per un discorso motivazionale, poi quella dei tifosi della curva muniti di bandieroni.
STRANO DERBY Sarebbe sin troppo semplice dire che Udine è favorita perché gioca in casa contro una squadra che in trasferta si è spesso sciolta come neve al sole. In realtà i derby sono partite che sfuggono ai pronostici e che si giocano sul filo dei nervi. Siamo certi che oggi l'Apu entrerà in campo con l'energia giusta, quella che è mancata nel turno precedente a Cremona. Così come Trieste si presenterà al Camera decisa a vendere cara la pelle per cercare di dare una gioia ai suoi tifosi, che vivono un momento delicato per il possibile trasferimento del titolo sportivo a Roma. Strano destino, verrebbe da dire: oggi Udine può festeggiare la permanenza nella massima serie, proprio mentre i rivali triestini vivono l'incubo di perderla sull'altare del business Nba Europe. Ulteriori motivi per considerarlo un derby del tutto particolare.
QUI APU Vertemati avrà a disposizione tutti gli elementi del roster: Alibegovic è perfettamente recuperato dopo l'intossicazione alimentare di inizio settimana, Hickey è pronto al grande ritorno. L'assistant coach Giorgio Gerosa, che nel derby del gennaio 2024 visse un'inattesa giornata di gloria personale sostituendo con successo l'espulso Vertemati nel secondo tempo, ha parlato così in vista della gara odierna: «Da un punto di vista tecnico e tattico, un derby si prepara sostanzialmente come tutte le altre. Trieste è una squadra molto brava a giocare con la palla in mano, soprattutto negli esterni, e prova a giocare molto in velocità nei primi sette secondi dell'azione. La gestione del ritmo sarà essenziale».
CURIOSITÀ' Il derby Udine-Trieste torna in serie A al palasport Camera Credifriuli dopo 22 anni: l'ultimo fu Snaidero-Coop Nordest del 18 aprile 2004, vinto dagli arancioni per 83-64. Dell'ultimo in A2 parliamo in un articolo qui sotto e fu deciso da un'azione di Clark che ispirò una t-shirt, proprio come nel 2017 per il bacio allo stemma bianconero da parte di Michele Ferrari. Bisogna tornare indietro di 23 anni per ritrovare un successo triestino in terra friulana: 16 marzo 2003, campionato di Al, Acegas corsara al Camera per 86-78. Venendo alla gara di oggi, gli ex sulle due sponde sono in totale tre: in casa udinese sono Da Ros e Spencer, in quella triestina capitan Deangeli.
GLI AVVERSARI Sarà il primo derby da head coach per Francesco Taccetti, tecnico subentrato nel ruolo a Israel Gonzalez: «Il derby è sempre il derby - ha affermato Taccetti alla vigilia - e io l'ho già vissuto da assistente. Sappiamo che è una partita a cui tutti tengono molto e ci teniamo molto anche noi, io in primis ma tutta la squadra. I nostri stranieri hanno capito l'importanza della partita, avendola vissuta all'andata, e sono pronti a dare tutto». Il coach dei giuliani ha parlato così dell'Apu: «È un'avversaria in salute, sta trovando tante soluzioni differenti in attacco. Tra l'altro avranno il ritorno di Hickey». Brooks dovrebbe recuperare, out Brown e Moretti.