Nunn si presenta: «eccomi, scintilla dalla panchina»

15 aprile 2026 07:00

L'americano giocherà a Trieste

Da Il Giornale di Brescia a cura di Daniele Ardenghi, il nuovo arrivato in casa Germani. Che sia il classico «ragazzo educato» lo vedi anche dalle piccole cose. Da come riordina il tavolo (nella sede bresciana di Humangest, exclusive sponsor della Germani), dove è stato presentato ieri, dopo essersi concesso un bicchierino di caffè. Risistema il contenitore, la palettina, la mezza bustina di zucchero con gesti attenti e calmi. Ecco Jayden Nunn. Ventitré anni da compiere il prossimo 7 maggio (e già sposato, dallo scorso 16 luglio), proviene dagli Austin Spurs di G-League. Ha già assaggiato il campionato italiano, pur rimanendo in panchina, nella vittoria di sabato della Pallacanestro Brescia alTaliercio, contro laReyer Venezia. Esordirà questa domenica, nella complessa gara di Trieste (palla a due alle 18). È una classica «combo». Di fatto sostituisce Massinburg, infortunato e, quest'anno, mai al top. È più play o più guardia? «Sono un realizzatore - racconta Nunn -. Ma voglio espandere le mie qualità anche a livello di playmaking. Posso imparare molto da Ivanovic, ad esempio. Mi ha impressionato moltissimo la sua capacità di dominare il ritmo del gioco nei momenti cruciali. A essere sincero, della partita di Venezia mi ha colpito tutto. In G-League non esiste questo calore. Mi ha ricordato i tempi del College». Aproposito.Nunnparla della propria formazione universitaria tra Vca e Baylor. Perché nella lega di sviluppo dell'Nba magari non si difende granché, «ma la mia educazione cestistica mi ha dato tanto anche sotto questo punto di vista. E osservare come la Pallacanestro Brescia ha saputo vincere la gara di Venezia ripartendo proprio dalla difesa, nel secondo tempo, mi ha esaltato. I miei nuovi compagni sono stati bravissimi a tenere duro nei momenti di difficoltà». Ambientamento. Arrivato in città venerdì e partito praticamente subito per la Laguna, ieri Nunn ha sostenuto il proprio primo allenamento con la squadra. Come è nata la decisione di cambiare vita, oltre che dimensione di gioco, scegliendo l'Italia, laserieAeuna squadra al momento seconda in classifica? «Mi sono preso del tempo per pensarci su racconta l'esterno -. Poi ho deciso di accettare, per espandere le mie capacità di gioco, per crescere. So di far parte di un gruppo con grandissima intelligenza. Posso essere la scintilla dalla panchina, anche se non sono abituato a entrare a gara in corso. Posso imparare tanto e darò tutto ciò che ho, ogni volta che coach Matteo Cotelli sceglierà di mettermi in campo. Cercherò di giocare come se fosse l'ultima occasione che ho a disposizione». Curiosità? Ha disputato l'ultima gara ufficiale lo scorso 4 aprile, in G-League. Sua moglie lo raggiungerà a Brescia domani. Nessun grado di parentela con la stella del Panathinaì'kos Kendrik Nunn («l'ho incrociato una sola volta, è di Chicago, e pure mio padre viene dall»). Porta entusiasmo ed è convinto che l'esperienza «potrà aiutarmi a crescere molto come giocatore, apprendendo in primo luogo dai miei compagni». Il resto è metà scommessa e metà speranza. Le ottime basi sembrano non mancare... 

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