Il giocatore ha lasciato ottimi ricordi a Udine
Dal Messaggero Veneto a cura di Pino Pisano. "Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?". Battisti-Mogol come sottofondo ideale per la strana sfida di sabato al Palaverde di Villorba fra l'Apu Old Wild West e l'ex bianconero Alessandro Cappelletti. Il play della Nutribullet Treviso, infatti, affronta Udine per la seconda volta in questa stagione, ma con una divisa diversa, dato che lo scorso 14 dicembre vestiva quella granata di Trapani Shark. I siciliani sono affondati per le note vicende che hanno coinvolto Valerio Antonini, ora "Cappe" è concentrato nel tentativo di tenere a galla Treviso. Cappelletti, che effetto le fa ritrovare l'Apu? «Per me è una partita diversa da tutte le altre, per tutto ciò che è stata l'esperienza di Udine. L'Apu mi ha lanciato verso la serie A, le devo tanto. Poi è chiaro che sabato sera, quando verrà alzata la palla a due saremo avversari e dovrò resettarele mie emozioni. Sono felice, però, del campionato che sta facendo, molto solido. Non è scontato per una neopromossa. Sono sempre stati più vicini alla zona play-off che alla zona retrocessione, gli dico bravi». La sua Treviso sembra rivitalizzata nell'ultimo mese. «Quattro giornate fa tutti ci davano per spacciati, ora ce la giochiamo. Questo è un gruppo che ha cambiato molto nell'ultimo mese e mezzo: inizialmente perdevamo i finali punto a punto, poi ci siamo compattati e siamo diventati più solidi. Purtroppo domenica c'è stato un passaggio a vuoto a Napoli (curiosamente contro Repesa, ex coach di Trapani, ndr), ma sabato vogliamo riscattarci e il pubblico del Palaverde sarà il nostro sesto uomo». Che rapporto ha con Marcelo Nicola? «Ottimo, è un coach di grande esperienza. Avendo giocato a lungo, sa come pensa un giocatore: ci ha portato la mentalità giusta, quella di pensare a una gara per volta». L'Apu arriva dalla brutta sconfitta subita nel derby. Pensieri? «Io preferisco sempre affrontare una squadra reduce da una vittoria piuttosto di una che ha appena perso, figuriamoci se ha perso malamente un derby. Io so cosa rappresenta per i friulani la sfida con Trieste. Mi aspetto un'Apu arrabbiata, dovremo essere bravi nell'approccio al match». Ripensa mai a quella tripla di Karvel Anderson che fece girare la finale play-off contro Verona? «Ci penso eccome. Ogni giocatore nella propria carriera ha il suo "turning point", per me è proprio quello. La finale persa, però, non cancella la grande cavalcata che facemmo in quella stagione». È vero che lei si sente spesso con il presidente Apu Pedone? «Assolutamente sì. Conservo ricordi meravigliosi di Udine, lì ho tante persone a cui voglio bene, Pedone è fra queste. Peccato non essere tornato a giocare al Camera quest'anno, a parte il Memorial Pajetta in estate». Lei a Trapani ha giocato con Amar Alibegovic, ora affronta il fratello Mirza. Con lui ho giocato due anni a Torino, anche fi sfiorammo la promozione. Sono contento del campionato che sta facendo Mirza: la sua consacrazione è arrivata un po' tardi, ma gli ho sempre riconosciuto un grande talento. Sapere che sta toccato l'apice della carriera nella sua città mi rende contento, mi complimento con lui». Che partita sarà quella di sabato? «Combattuta. Udine ha ritrovato Hickey ma ha cambiato gli equilibri e non è facile assestarsi subito. È una squadra con talento sul perimetro e due centri verticali che ci possono dare fastidio. Inoltre c'è Bendzius che sa essere pericoloso da fuori. Dovremo disinnescarli».