Due piazze storiche a rischio
Da La Provincia di Cremona a cura di Daniele Duchi, la situazione in casa Vanoli. Archiviata la giornata27 di serieA–la corsa salvezza sta prendendo una piega inaspettata - e la Vanoli, nonostante abbia rispettato il proprio turno di riposo e certa della permanenza nella massima categoria (almeno dal punto di vista del risultato conseguito sul campo), rimane in corsa per l'ultimo posto playoff disponibile. Per riuscire in questo compito improbo, la squadra del Gigi da Cittadella dovrebbe sbaragliare gli ultimi tre avversari (Varese in trasferta, Venezia in casa e Trieste lontano dal Pala- Radi). Giustificato obiettare che questo ultimo tragitto sia irto di difficoltà, ma se i ragazzi biancoblù hanno voglia di provarci, orgoglio e cuore da vendere, allora anche questa missione impossibile può trasformarsi in un successo. Tutto, o buona parte, dipenderà dall'esito dello scontro diretto di domenica (ore 17) a Varese, dove alla Vanoli non basterà vincere ma si dovrà ribaltare il fastidioso -8 dell'andat a. Man mano che ci si avvicina alla conclusione della stagione regolare, tiene inevitabilmente banco la situazione legata al futuro della società di Aldo Vanoli, sia per quanto riguarda la prima squadra sia per quello che concerne la Vanoli Young, il settore giovanile presieduto da Ruth Vanoli che da diversi anni è punto di riferimento per ragazzi della provincia di Cremona e non solo. Al netto di nessuna nota ufficiale da parte del club, più voci circolano sulla possibile chiusura di entrambe le entità legate al club biancoblù. Per quanto riguarda il settore giovanile, sembra che la Vanoli Young (il condizionale è d'obbligo) possa proseguire, dove è ancora da chiarire. Tra le ipotesi che circolano vi è quella di un eventuale accordo con la Gilbertina di Soresina del presidente Davide Pala, storica società attiva da 75 anni (le gare si giocano al Pala- Stadio) e che vanta il titolo di campione d'Italia del Csi conquistato nel maggio del 1955 a Trieste in finale sulla favoritissima Roma (corsi e ricorsi storici). Da una 'cos t ola'della Gilbertina nacque in seguito la Soresinese Basket che, dopo l'ingresso della famiglia Triboldi nel 1996, scalò le vette della pallacanestro nazionale, dando poi vita all'attua le Guerino Vanoli Basket. Un ritorno dunque alle radici? Soluzione possibile, ma tutt'altr o che sancita. E per quanto riguarda la prima squadra? L'incertezza regna sovrana, la cordata del proprietario Paul Matiasic di Trieste si è aggiunta a quella di Donny Nelson e Luka Doncic che ambiva portare il titolo sportivo di Cremona nella capitale; ma ora ci sarebbero due galli che puntano allo stesso pollaio (Roma), non solo in caso parta la fantomatica Nba Europe ma addirittura ora si parla anche di una possibile partecipazione della nuova entità romana in EuroLeague. Da farsi venire il mal di testa, soprattutto perché in entrambi i casi si tratta solo di mero business (il barone De Coubertin, fondatore dei Giochi olimpici moderni, si sta rivoltando nella tomba), calpestando però la dignità e la storia di due città (Cremona e Trieste) e le loro tifoserie. Il tutto con l'avallo del presidente Fip Gianni Petrucci, il cui ruolo istituzionale sarebbe quello di salvaguardare il bene delle società affiliate. E invece... Ho avuto modo nelle scorse ore di confrontarmi con il collega e amico Raffaele Baldini, voce storica della pallacanestro triestina; una piazza nobile del basket italiano (Trieste vanta circa 5 mila spettatori di cui 4 mila abbonati) che si sente profondamente tradita da quanto sta avvenendo e sta provando a mobilitarsi. Le situazioni di Cremona e Trieste sono decisamente diverse, da noi la sensazione è che Aldo Vanoli (combattuto e a malincuore) abbia esaurito le energie necessarie per combattere contro i mulini a vento di un territorio purtroppo arido e insensibile in fatto di istituzioni e imprenditorialità.