Cantù a caccia del suo «quarto scudetto»

23 aprile 2026 06:56

Mancano solo due punti

Dal Corriere della Sera a firma Stefano Olivari, il rush finale di Cantù verso una salvezza importantissima. «Ancora due punti per il nostro scudetto». Domenica sera Walter De Raffaele, dopo il vittorioso derby con Varese, non sarebbe potuto essere più chiaro. La sua Cantù deve vincere almeno una delle due partite che le rimangono da giocare in questa Serie A per non legare il proprio futuro ai risultati di Sassari e Treviso, staccate di 4 punti ma ancora con qualche speranza di non essere Tunica (visto che Trapani è scomparsa) retrocessa di stagione. Sabato alle 18.15 l'Acqua San Bernardo gioca a Udine, già salva ma ancora con qualche remota speranza di playoff, e la settimana dopo ospiterà proprio Treviso, che ha ancora tre partite (trasferte a Brescia e appunto a Desio, ultimo turno in casa contro Reggio Emilia). Quanto a Sassari, questa settimana riposa e poi ospiterà la Virtus Bologna, chiudendo in trasferta a Brescia. Gli scontri diretti vedono Cantù in svantaggio contro Sassari e in bilico con Treviso (all'andata perse 86-81), quindi per essere tranquilla e non sperare nelle sconfitte degli altri l'Acqua San Bernardo deve vincere già a Udine. Poi è chiaro che la Treviso delle ultime settimane può avere in canna il miracolo, ma nessuno pensa che una Sassari in caduta libera possa battere entrambe le squadre in testa alla classifica, in lotta per il primo posto e quindi per il fattore campo nell'eventuale finale. Insomma, vincere a Udine servirà soprattutto per festeggiare in anticipo una salvezza fortemente voluta. Perché era il ritorno in A dopo 4 anni di Purgatorio, perché nella prossima stagione si giocherà, non si sa ancora da quando, nella nuovissima Cantù Arena da 5.200 posti, perché nel corso del campionato si è fatta qualsiasi cosa per invertire una tendenza negativa: il doloroso esonero di Brienza, lo scorso 19 gennaio, il ribaltamento della squadra (via Bowden, Gilyard e Ajayi, dentro gli azzeccati Green e Fevrier con il meno azzeccato Chiozza), un americano a gettone, Gerald Robinson, di fatto per sole tre partite, un cambio di filosofia soprattutto in difesa che ha consentito di conquistare anche qualche partita brutta, sporca e cattiva. La pallacanestro di De Raffaele, eterno sottovalutato nonostante due scudetti a Venezia: con lui 6 vittorie in 11 partite, un ritmo da playoff. Una grande storia riparte da qui, da questo «scudetto» che non vale come i tre veri vinti da Cantù ma significa Serie A e futuro.

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