Mancano due punti per la salvezza matematica ai canturini
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, la situazione di Cantù. Quando a fine andata Treviso l'ha agganciata in coda, lasciandola all'ultimo posto, a Cantù è venuto il dubbio legittimo che fosse una di quelle stagioni maledette. Dopo quattro mesi, un cambio di allenatore e più interventi sull'organico per rimettersi in bolla, i brianzoli con una vittoria oggi a Udine centrerebbero la certezza aritmetica della salvezza già alla terzultima giornata, sull'onda di tre successi nelle ultime quattro partite e cinque nelle ultime otto, praticamente vincendo sempre in casa. Con un successo in Friuli la squadra di De Raffaele scapperebbe imprendibile a + 6 su Sassari, che a fine gennaio era a +4 in classifica e che questa settimana non potrà neanche rispondere perché osserva il turno di riposo. Se il gol salvezza non dovesse arrivare con questo primo matchpoint, che non ha niente di scontato anche se Udine ha perso sei delle ultime sette gare battendo solo Milano, Cantù ne avrebbe comunque un altro la settimana prossima, in caso di proprio successo con Treviso o anche solo di mancato successo di Sassari sulla Virtus. Cambio Se oggi Cantù ha ampiamente il destino nelle proprie mani è per l'onda lunga dei cambiamenti fatti a stagione in corso dal gm Sandro Santoro, a partire dall' arrivo in panchina di un allenatore come Walter De Raffaele, che con due tricolori vinti è con Repesa il tecnico più scudettato del campionato. «Un po' per carattere e un po' per provenienza, essendo amante delle sfide volevo qualcosa che mi facesse sentire nuovamente vivo, oltre a una situazione che poteva avere degli sbocchi - ha raccontato la scelta il coach livornese, che aveva iniziato la stagione col desiderio di fare l'esperienza all'estero che ancora gli manca -. Ho preso una situazione che poteva essere molto difficile, ma si portava dietro una sfida in un posto che mi ha sempre affascinato per calore, storia, competenza. Volevo abbracciare questa sfida: magari incoscientemente rispetto a quello a cui potevo ambire, ma confrontandomi con proprietà e dirigenza mi ha attratto anche il desiderio che c'è di costruire, se mantenessimo la categoria». Costruire anche letteralmente, col nuovo impianto in via di completamento per entrarci la prossima stagione. A eliminazione La lotta per non retrocedere si era già asciugata a tre squadre con la certezza aritmetica della salvezza raggiunta la scorsa giornata dalla stessa Udine e da Napoli, perché anche nell'improbabile caso di un arrivo di massa in coda non sarebbero comunque ultime neanche per la classifica avulsa. Un'uscita di scena di Cantù lascerebbe sul ring le sole Treviso e Sassari. Che non sono solo in un momento diametralmente opposto, coi veneti resuscitati con quattro vittorie in cinque partite e i sardi implosi in sei sconfitte consecutive e undici nelle ultime tredici partite. Ancora di più pesa un calendario in cui la Dinamo dovrà giocare una partita in meno, perché appunto questa settimana riposa, e quelle che gioca sono contro le prime due in classifica. Entrambe vanno a Brescia, Treviso in più trova Reggio Emilia che, inarrestabile, domani con Tortona può alimentare le legittime ambizioni addirittura di quinto posto. A fare la differenza potrebbe essere la terza partita, quella in più per la squadra di Nicola: trovare Cantù già salva o meno non sarà la stessa cosa.