Alberto Martelossi: «Matiasic deve esprimersi sul futuro, così come le istituzioni»

25 aprile 2026 07:50

Il coach friulano sulle vicende triestine

Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Alberto Martelossi analizza la trasferta di Bologna contro la Virtus e le prospettive playoff della formazione di Taccetti. Un occhio alla tattica, l'altro alla società: «Serve trasparenza sui piani di Matiasic e solidità finanziaria per garantire un progetto tecnico di alto livello». Martelossi, domenica Trieste in campo contro l'Olidata. Quale può essere la chiave tattica per scardinare il sistema di Bologna e tentare il colpaccio alla Virtus Arena? «Trieste può puntare su tre aspetti fondamentali. Il primo è tattico: la difesa a zona può essere una soluzione interessante soprattutto quando la Virtus schiera insieme Pajola e Hackett. Chiaramente non è una strategia sostenibile a lungo contro campioni di quel livello, ma può funzionare per un paio di azioni. In secondo luogo, sarà vitale tenere botta sotto canestro dove la Virtus ha un vantaggio in termini di centimetri e atletismo. Servirà una prova di grande sacrificio per pareggiare la contesa fisica. Infine, se Trieste arriva alla volata finale ancora aggrappata alla partita, può contare su esterni che non hanno nulla da invidiare a quelli di Bologna e che hanno il talento per risolverla». Corsa al primato tra Bologna e Brescia: chi ha più inerzia e come cambieranno gli equilibri del tabellone playoff per le inseguitrici? Il duello tra Brescia e Virtus è sostanzialmente alla pari, con l'unico vero vantaggio per Bologna rappresentato dal 2-0 negli scontri diretti. Se da un lato la Virtus ha il Dna da playoff e l'abitudine a vincere, Brescia esprime forse una pallacanestro e una tenuta mentale migliore, pur dovendo gestire l'incognita di una panchina più corta». Senza giri di parole,Trieste nella post season ha la struttura per vincere una serie contro le big? Trieste esprimerà un'ottima pallacanestro nei playoff, spinta dal talento e dall'entusiasmo di un gruppo che ha trovato coesione e identità. Superare il turno contro una delle prime quattro resta un'impresa difficile: la profondità degli organici e l'abitudine alle coppe delle big pesano molto in serie così lunghe. L'unica speranza è incrociare un'avversaria con qualche assenza da poter sfruttare. In questo senso, il recupero di Moretti permette a coach Taccetti di allungare le rotazioni e giocarsela con più armi». Aldilà di come andrà questa stagione, che tipo di solidità e prospettive vede per il futuro societario e tecnico della Pallacanestro Trieste? Vedere questa mobilitazione collettiva è positivo. Ho seguito la conferenza stampa dei tifosi e suggerirei di continuare a promuovere la squadra anche oltre i confini cittadini, così da evidenziare quanto la Pallacanestro Trieste sia un patrimonio per l'intero territorio. Paradossalmente, persino i cugini friulani trarrebbero beneficio dalla storica rivalità con Trieste. Restano però due nodi imprescindibili da sciogliere. Il primo riguarda le intenzioni di Matiasic. A oggi i suoi piani restano ignoti e, senza certezze su questo fronte, è difficile fare previsioni. Il secondo aspetto è la sostenibilità economica: le mobilitazioni sono lodevoli, ma alla fine ciò che conta è la solidità finanziaria. È necessario capire di quali risorse si disponga realmente prima di imbastire un progetto tecnico coerente. Laproprietàha il dovere di fare chiarezza sulle prospettive future: la trasparenza, in questo momento, è fondamentale».

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