Paul Matiasic smentisce Il Piccolo e la trattativa con RedBird

03 maggio 2026 07:14

Secca smentita del Presidente

Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Il futuro della Pallacanestro Trieste continua a muoversi nel campo delle ombre. Dopo mesi di assenza, in cui la società guidata da Paul Matiasic ha lasciato che l'incertezza logorasse l'ambiente, è arrivata una presa di posizione, un messaggio ufficiale inviato per negare ogni contatto con il fondo RedBird di Gerry Cardinale. Ne prendiamo atto, com'è doveroso fare quando parla la proprietà, ma è impossibile non chiedersi quale sia il valore reale di una smentita così chirurgica, arrivata dopo settimane di indiscrezioni. Smentire il contatto con RedBird serve a spegnere l'ipotesi milanese senza però toccare il cuore del problema. Il punto, infatti, non è più capire con chi stia parlando Matiasic, ma cosa voglia fare davvero. Se la pista milanese viene bollata come infondata, resta quella domanda di trasferimento a Roma e resta quel bando per gli spazi al PalaEur che attende una risposta nei prossimi giorni. C'è qualcosa di profondamente asimmetrico nel modo in cui la proprietà gestisce la comunicazione. Per due mesi il club è rimasto in un silenzio che ha alimentato ogni tipo di sospetto, salvo poi scegliere di smentire un singolo dettaglio di una ricostruzione molto più ampia e complessa. Viene da chiedersi: se la proprietà nega un contatto con un fondo americano, perché non trova la stessa forza per presentarsi alla città e spiegare, una volta per tutte, quale sia il piano per Trieste? Nel mondo dei grandi capitali, siamo abituati a vedere smentite che durano il tempo di un mattino. Ecco perché la parola di Matiasic, oggi, viene accolta con il beneficio del dubbio. Il vaso di Pandora è ormai scoperchiato e non basta rimettere il tappo su un singolo nome per nascondere il contenuto. La prossima settimana, quando verranno assegnati gli spazi al PalaEur, capiremo se siamo di fronte a una strategia di depistaggio o a una reale mancanza di alternative. Fino ad allora, le smentite parziali servono a poco: Trieste non aspetta di sapere con chi non sta parlando la proprietà, ma vuole sapere cosa ne sarà della sua storia e del suo titolo sportivo. È una pretesa che nasce da una necessità strettamente pratica: c'è una macchina organizzativa da avviare, una stagione da programmare e una lista infinita di scadenze e adempimenti che richiedono tempo e certezze. Più si tarda, più il danno tecnico rischia di diventare irreparabile. E su questo, purtroppo, il silenzio continua a essere l'unica, assordante risposta. 

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