Il miracolo firmato Marcelo Nicola

04 maggio 2026 06:44

Entrato in silenzio ha cambiato il volto alla squadra

Dalla Tribuna di Treviso a cura di Federico Bettuzzi. Da ultimissima, e virtualmente condannata, a salva in nemmeno due mesi. La parabola di TvB è incredibile osservando semplicemente l'evoluzione della classifica. L'impresa sporti va di TvB in verità ha tanti padri, anche al di fuori della Marca, e va contestualizzata anche a fronte di un girone d'andata mai così complicato per i biancocelesti che per la prima volta nella loro storia hanno avuto una sequela impressionante di infortuni e di scelte sbagliate da amministrare.
IL K0 DI WEBER E IL CASO RAGLAND La stagione della Nutribuilet si è complicata ben prima della sera del 28 dicembre, quella dell'esonero di Alessandro Rossi, o del tiro sputato dal ferro ad Abdur-Rahkman il precedente 5 ottobre contro Brescia. Il punto di svolta in negativo è l'infortunio, tremendo e atipico, capitato a Brianté Weber il 17 settembre a Codroipo nel corso dell'amichevole contro Udine. Dopo tre minuti di gioco il play ricade malissimo sul parquet. La botta è notevole, si capisce subito che il giocatore si è fatto male anche se la diagnosi arriverà soltanto dopo diversi giorni: tre costole incrinate e un ematoma di secondo grado al rene. Le tempistiche di rientro dell'esterno diventano incerte, la squadra con uno straniero in meno ha meno energie e qualità, tra fine ottobre e inizio novembre Ragland decide di entrare in rotta di collisione col resto della squadra. Occorre quasi un mese per risolvere la questione e per tagliare sia il play che il deludente Stephens. Il mercato porta in dote l'oggetto misterioso Perkins, che non si incastra con Weber (e arriverà la separazione), e Radosevic.
IL RITORNO DI MARCELO Il ko con Sassari costa il posto a coach Rossi, al suo posto torna Marcelo Nicola. Che chiede rinforzi, venendo accontentato solo dopo che il tendine sinistro di Olisevicius obbliga il lituano a fermarsi: al suo posto altro ritorno, Macura, oltre a Cappelletti. Ma lo swingman dopo una prestazione da 26 punti in casa della Virtus si ferma per appendicite. E dato che la sfortuna ci vede benissimo, Ciccio Pellegrino in allenamento si fa male alla caviglia assottigliando ulteriormente le rotazioni.
I TASSELLI SALVEZZA La svolta arriva quindi con la pausa per la Coppa Italia, quando da Napoli arriva Ed Croswell. Il centro americano è il tassello mancante in area e con lui la musica cambia. Peccato che alle prime uscite al completo, a inizio marzo, arrivino altri due ko. Nel derby un macroscopico errore dell'arbitro Pepponi costa il risultato, a Varese le scelte errate della panchina nel finale consentono a Renfro di segnare i punti della vittoria della Openjobmetis. Il 15 marzo TvB è ultima, a sei punti di distanza da Cantù e a otto da Sassari. Sembra tutto finito. Invece arriva la scossa positiva: contro Cremona la Nutribuilet ottiene la quarta vittoria stagionale, preludio alla cavalcata. Ma la partita che davvero coincide con il ritorno alla fiducia è quella successiva, a Sassari. Dove gli errori tattici di coach Mrsic e i falli dei lunghi sardi consentono a Treviso di rovesciare l'andamento del match nel finale e di ottenere persino il vantaggio negli scontri diretti. Da lì in poi la squadra biancoceleste è quasi inarrestabile mentre il Banco sprofonda non riuscendo più a vincere nemmeno una partita. La chimera della salvezza appare una realtà alla portata grazie anche alle affermazioni casalinghe su Tortona e Udine e al blitz effettuato al PalaLeonessa di Brescia. Fino alla gioia conclusiva, quella ottenuta a Desio che vale la permanenza in LB A.
L'ELOGIO DELLA RESILIENZA Un risultato ottenuto con fatica, dispendio di denaro, rivoluzioni in corso d'opera. Figlio di tanti padri: della caparbietà di Tre viso Basket, del crollo verticale di Sassari, della capacità del GM Pasquini di soffiare Cappelletti al corteggiamento della Dinamo, della decisione di Napoli di liberare Croswell, della volontà di Macura di tornare. Ma anche della resilienza di chi come Abdur-Rahkman, Miaschi, Torresani, Chillo, Pellegrino e Pinkins ha vissuto questa stagione difficile dall'inizio alla fine. E di uno staff tecnico capace comunque di isolare il gruppo e di farlo lavorare con serenità fino in fondo.

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