L'allenatore vuole una squadra ambiziosa
Da La Provincia di Como a cura di Edoardo Ceriani, il nodo allenatore in cima ai pensieri di Cantù. Semmai a qualcuno, nella stanza dei bottoni, fosse sfiorato il dubbio - ai tempi del ballottaggio per sostituire Nicola Brienza - che l'ingaggio di Jasmin Repesa avrebbe portato in casa un allenatore deciso a imporre la linea, a costo anche di mollare tutto, non aveva fatto i conti con Walter De Raffaele. Pane al pane e vino al vino, anche a costo di risultare scomodo e pagarne le conseguenze in prima persona, il coach di Cantù è uomo di pochi fronzoli e tante cose dette in faccia. Non aspettatevi imboscate, dunque, ma un livornese puro. Nella vita come sul campo da basket. Budget e obiettivi Il tutto per dire che, adesso che ha portato la squadra in salvo e potrà ripartire dall'inizio, deciderà lui. Ovviamente sulla scorta del budget a disposizione, ma lungo i tratti di una strada maestra: da Cantù si aspetta la voglia di fare un upgrade. E una squadra forte e ambiziosa. Che parta già con obiettivi migliori della salvezza. Si baserà sul 6+6, con stranieri di sicuro affidamento e un bel mix di esperienza e gioventù per la pattuglia d'italiani. Anche il Progetto Giovani Cantù è avvisato: undicesimo e dodicesimo saranno prodotti del vivaio (Thomas Acunzo e Simone Ventura i più attenzionati). Poi, prima di ogni altra decisione, vorrà parlare a quattr'occhi con due dei suoi "figli" cestistici: Andrea De Nicolao e Riccardo Moraschini. Per condividere pensieri, prospettive e esigenze. Da una e dall'altra parte del tavolo. Il De Raffaele pensiero ha bisogno di supporto. Economico e di capitale umano. L'ha già detto a chi conta, dentro il club, e si aspetta una chiamata, prima di rientrare a casa. E una riorganizzazione dietro alla scrivania presuppone anche ruoli e volti nuovi. Per garantire ulteriore operatività e il massimo del supporto allo staff tecnico. Perso Sam Bianchi, bisognerà pensare a una soluzione per il preparatore atletico, ruolo che il tecnico toscano ritiene primario. E poi resta più che mai vivo il discorso relativo alla direzione tecnica, dal general manager in giù. Sandro Santoro è in scadenza di contratto, quindi il primo che dovrà sistemare la posizione. L'ex capitano di Reggio Calabria non vorrebbe lasciare Cantù, ma sa benissimo che la decisione non potrà essere unilaterale. Resterà? Resterà da solo? Sarà affiancato da qualcuno? Interrogativi per ora destinati a rimanere tali. Anche se a naso escluderemmo il quesito numero 2. E allora proviamo a capire se i nomi usciti in questi giorni sono quelli da tenere e messi lì per essere bruciati. Simone Giofrè sarebbe un cavallo di ritorno e un profeta in patria. Ci sarebbero però condizioni da osservare: accetterebbe solo un ruolo da gm e, un po' come il coach, con garanzie operative. È libero, fatto non di poco conto, ma sta parlando anche con alcuni college negli States per un ruolo molto interessante. Ovviamente valuta tutto, bisogna solo vedere se operatività, profilo e visione coincideranno con quelli di Cantù, comunque davanti a un passaggio epocale. I profili Nicola Alberani sarebbe altro profilo di... alto profilo. Un sogno per quanto fatto. Già protagonista in Italia (Roma e Avellino - tra l'altro con Pino Sacripanti - i suoi miracoli sportivi), da qualche stagione è a Strasburgo. Dove sta benissimo, lui come la famiglia, e dove lo trattano benissimo, anche dal punto di vista economico. Cantù ci prova, sapendo le difficoltà della trattativa. Flavio Portaluppi con Cantù ha già lavorato, ai tempi di una consulenza per il ticketing. Ha alle spalle una buonissima esperienza da dirigente ed è gradito a parte della compagine societaria. Quindi a priori non partirebbe dietro nessuno. Anzi. Gli altri nomi, per ora, sono solo chiacchiericcio o contatti appena accennati direttamente o tramite agenti.