Si cerca un titolo per la società giuliana
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Paul Matiasic sbanca l'asta per il PalaEur e di fatto chiude la sua esperienza a Trieste, ora più che mai a rischio di scomparsa dal basket che conta. Il messaggio arrivato da Roma è di quelli che non lasciano spazio a repliche: la Serie A nella Capitale ora è a un passo. L'offerta monstre presentata dalla Cotogna Sports Group per lo storico impianto capitolino dell'Eur è un segnale inequivocabile. Il trasloco da Trieste sembra infatti Tunica strada rimasta, nonostante le lungaggini burocratiche e la strenua resistenza del Consorzio Trieste Basket. A volte i numeri sanno essere più eloquenti di mille dichiarazioni e quelli emersi dagli uffici di Eur Spa parlano una lingua che non ammette fraintendimenti. Alla scadenza del bando per la locazione del Palazzo dello Sport romano, conosciuto anche come PalaLottomatica, per la stagione 2026-2027, le buste hanno svelato uno scenario di forza bruta: se la cordata di Donnie Nelson ha tentato un rilancio raddoppiando la base d'asta, Matiasic ha letteralmente polverizzato ogni velleità degli avversari, mettendo sul piatto una cifra quasi venti volte superiore al minimo richiesto. È quello che nel mondo degli affari intemazionali viene definito un "knock-out bid": un colpo talmente fuori scala da rendere inutile qualsiasi tentativo di difesa. Eppure, in questo quadro apparentemente definito, resta un cortocircuito formale che tiene la porta ancora socchiusa. Il regolamento del bando parla chiaro: per ottenere la gestione del palasport serve una richiesta ufficiale di trasferimento del titolo sportivo su Roma. Al momento, però, negli uffici della Federazione regna il silenzio. È stato lo stesso presidente Gianni Petrucci a confermare di non aver ancora ricevuto alcun documento ufficiale da parte della proprietàtriestina. In questo clima di incertezza, la società ha rotto il silenzio con una comunicazione ufficiale: «La proprietà della Pallacanestro Trieste annuncia di aver definito un piano strutturale volto a garantire la competitività e la sostenibilità della squadra al massimo livello possibile. I dettagli del progetto sviluppato negli ultimi mesi, discusso con gli stakeholder della pallacanestro e della Regione, saranno resi noti al termine degli attuali playoff, mantenendo nel frattempo l'attenzione completamente focalizzata sul molo della Pallacanestro Trieste nell'attuale e decisiva fase di campionato». Ed è un elemento che, forse, addolcisce la narrazione di questo preannunciato addio. Come promesso durante l'ormai celebre cali con i tifosi biancorossi, Paul Matiasic non sembra intenzionato a cancellare Trieste dalla mappa geografica della pallacanestro italiana. Il suo piano parallelo prevede infatti la ricerca di un nuovo titolo sportivo da paracadutare in città, per non lasciare il palazzetto vuoto e i tifosi orfani. Cosa riuscirà a trovare sul mercato dei titoli è ancora un mistero fitto, ma l'impegno è preso. Il punto critico, però, arriverà il giorno dopo. Una volta acquisito un eventuale nuovo titolo, inizierà la vera caccia per dargli sostanza, riempirlo di contenuti e, soprattutto, di risorse. È evidente che gli scenari e l'appeal cambieranno drasticamente a seconda della categoria ottenuta, ma le parole del comunicato sulla "sostenibilità" suonano come un messaggio mvido nella sua chiarezza: Trieste dovrà imparare a camminare con le proprie gambe. Spetterà al tessuto locale trovare i capitali necessari e, in questo senso, il lavoro che la politica ha già cominciato a fare potrebbe risultare determinante per garantire il prosieguo dell'attività. Bisogna capire infine quale potrà essere la posizione di Michael Arcieri. Il generai manager del club biancorosso ha espresso la volontà di restare a Trieste, ma il come rimane un'incognita tutta da decifrare. Potrebbe essere lui la figura tecnica e dirigenziale capace di gestire una ripartenza che si preannuncia tutta in salita? Sarà lui a dover dare un'anima al nuovo progetto sportivo, traghettando la piazza attraverso le secche dell'autonomia forzata? Mentre per Matiasic la via è ormai segnata verso Roma, per Trieste la vera sfida inizia ora.