Gara 3 che può essere decisiva per la Reyer
Da La Stampa a cura di Stefano Summa, il prepartita di gara 3. La Nova Arena è stata per la Bertram Derthona una fonte di sicurezza nei momenti più brillanti della stagione, di rigenerazione nei passaggi più complessi. Stasera dovrà confermarsi nella sua seconda natura, perché altrimenti la serie playoff contro Venezia finirà subito, con un netto 0-3 che non renderebbe merito alla stagione fatta dai leoni. Vincere per rimanere ancora in gioco negli spareggi scudetto, vincere per assicurarsi ancora un appuntamento davanti ai propri tifosi questa domenica: la posta in palio è chiara e dal peso enorme per gli uomini di Mario Fioretti. Le motivazioni però non bastano da sole per risolvere le sfide che la Reyer ha posto di fronte ai leoni nelle due gare disputate al Taliercio. Il primo nodo da risolvere per Baldasso e compagni riguarda la difesa dell'area. Venezia sta trovando con troppa facilità soluzioni al suo interno, come dimostrano il 48.1% da due punti di gara 1 e il 56% di gara 2. Ancora più significativo il rendimento al ferro della Reyer, salito da 1.21 a 1.22 punti per conclusione ravvicinata da una partita all'altra (dati di Hack a Stat). Numeri che raccontano la fatica della Bertram nel contenere i giochi a due e gli assalti al pitturato da parte dei veneziani. Un altro tema chiave resta il controllo fisico della partita e dei rimbalzi. In gara 1 i lagunari avevano dominato con 18 rimbalzi offensivi e una percentuale mostruosa del 43% sul totale dei palloni vaganti a disposizione. La situazione era poi nettamente migliorata per Tortona in gara 2 (solo 6 rimbalzi d'attacco concessi, percentuale avversaria ridotta al 17.1%), ma tali progressi non hanno ispirato, alla lunga, un vero cambio di inerzia sotto questo cruciale punto di vista. Anche la pressione difensiva sulla palla della Bertram sta incidendo troppo poco sulla serie. Tortona ha recuperato solo 5 palloni in gara 1 e appena 2 in gara 2, mentre Venezia ha abbassato drasticamente le proprie palle perse, passando da 14 a 5 turnover: dati che ribadiscono come la squadra di coach Spahija sia riuscita a giocare la sua pallacanestro in maniera pulita e fluida, costringendo la Bertram a un costante e sterile inseguimento in area e sul perimetro. La Bertram stasera ha degli aspetti da aggiustare anche per quanto concerne l'attacco, più precisamente la distribuzione dei tiri. L'alto rendimento nel tiro da tre punti (42% su 24 tentativi in gara 1, 40% su 25 in gara 2) è stata una delle note positive di questo primo turno di playoff bianconero. Tuttavia stanno mancando le conclusioni ad alta efficienza nei pressi del ferro (da domenica a martedì crollo della percentuale di tentativi vicino al canestro dal 34.1% al 25.3%, producendo sempre 1 punto per tiro). Una selezione offensiva che si sta rivelando poco sostenibile per fronteggiare e battere la fisicità diffusa in ogni ruolo della Reyer. Gara 3 sarà soprattutto una questione di identità: Tortona sarà chiamata ad alzare l'intensità difensiva e la pressione sugli esterni, per limitare il flusso offensivo avversario, ma anche a trovare maggiore continuità in attacco vicino al ferro e a bilanciare il rapporto con le conclusioni dalla distanza. Se ciò non avverrà, lo spartito di Venezia rischierà di risuonare forte anche tra le mura amiche dei tortonesi, concludendo così questo primo duello playoff con un anticipo inatteso rispetto alla vigilia.