Tre fuori causa
Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi, la situazione in casa virtussina. Fuori tre. Alston, Pajola, Diarra. Va in salita per la Virtus, stasera alle 20 a Trento, la gara 3 della serie. Di svolta, dopo ITI di martedì. In apparenza, c'è un solo assente in più, il pivot: già nella disgraziata gara 2 il capitano e Junior stavano a guardare. In realtà, pesano le prospettive più lunghe e più cupe che minacciano il playoff bianconero. La stagione finita di Pajola è oggi più che un'ipotesi. Ale lamenta un ginocchio che duole, gli devono guardar dentro. Non quello appena operato, l'altro. Qualcosa non va. Recita la nota emessa dal club che "indagini strumentali hanno evidenziato una irregolarità del menisco esterno". Per cui, visto che "dopo riposo e cure specifiche i sintomi sono ancora presenti, il giocatore verrà sottoposto ad una artroscopia diagnostica, al fine di fugare ogni dubbio sulla possibilità di rientro in campo entro il termine della stagione". Può essere un annuncio di capolinea, se quella "irregolarità" rivela frammenti fastidiosi da rimuovere. O, se il guasto è minimo, rispedirlo in campo. Emerge intanto un profilo di salvaguardia, per il ragazzo e per il club. La storia ha ampie zone grigie, non consente di ignorare una narrazione diffusa che sta legando i dolori di oggi ai destini di domani del giocatore (riaffiora Roma come prossimo indirizzo). Delegarne i verdetti a esami clinici neutralizzerà i giudizi. Pochi giorni e ne sapremo di più. Da ultimo Diarra. In gara 2, dov'era stato il migliore (come Alston la volta prima, la sfìga ci vede benissimo), il maliano "ha riportato una lesione muscolare dell'addominale obliquo esterno destro". Di norma servono 10 giorni, ma ieri ha viaggiato con la squadra e s'è dato pronto a stretto giro. "Verrà monitorato quotidianamente", la dicitura sinistramente ricorrente in casa Virtus traduce che ritenta Smaila. Qui siamo coi bollettini, e quanto alla vigilia tecnica tanto di diverso da martedì c'è da fare per vincere, ripartendo da una fila di se. Se Edwards torna a far gol anziché prendere pali. Se il ripescato Smailagic torna a fare quel che sa. Se la difesa torna a mordere e a far falli: le carezze non danno vittorie e neppure premi bontà. Se Jakovljevic torna a ruotare gli uomini seguendo più la partita dello spartito... Dirottato da una sfasata gara 2 in questa boscaglia di condizioni sospensive, il playoff della Virtus chiede a gara 3 di rivedere la luce di gara 1, quella del +31. La serie andrebbe riposseduta subito, viceversa resterebbe il colpo in canna di domenica, ma l'ipotesi di giocarlo sull'orlo dello psicodramma non aiuterebbe. La Virtus può ancora contare su un organico superiore per quantità e qualità (anche se Trento riavrà il play titolare Jones), ma sono cavalli da mettere a terra. Sul libretto di circolazione non corrono. Del tiro a segno di Boogie e della tenuta nervosa di Nenad sapremo stasera. Dei feriti, solo dai dottori.