Il fondo si ritira. Gianluca Mauro apre ad una trattativa con Matiasic

28 maggio 2026 06:21

Situazione delicata a Trieste

Da Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini. Il castello di carte comincia a mostrare le prime, vistose crepe e quel "tutto a posto" sbandierato fino a qualche giorno fa dal presidente biancorosso Paul Matiasic ora scricchiola paurosamente sotto il peso di una realtà ben diversa da quella dipinta. Le trattative per il futuro della Pallacanestro Trieste non solo si sono pericolosamente arenate, ma rischiano di aver fatto compiere alla società due passi indietro anziché uno in avanti. Il club si trova oggi spinto in un vicolo cieco dove il nemico più spietato, adesso, è il fattore tempo che paralizza ogni velleità di programmazione societaria. A frenare bruscamente gli entusiasmi della piazza e degli addetti ai lavori è stato il pesante stop del potenziale partner commerciale che si era fatto avanti nei giorni scorsi. Un soggetto solido, che si era presentato con l'intenzione concreta di garantire una forte sponsorizzazione, del valore di circa2 milioni di euro: una cifra capace di dare una boccata d'ossigeno vitale e imprescindibile per la definizione del budget in vista della prossima stagione. Di fronte a questa proposta sul tavolo, il presidente Matiasic ha deciso però a quel punto di tentare il rilancio: ha chiesto alla controparte di non limitarsi alla sponsorizzazione ma di acquistare direttamente le quote di maggioranza della società. Una richiesta che si è scontrata immediatamente con la realtà dei fatti. L'avvocato statunitense ha preteso cifre che sono state giudicate improponibili dai diretti interessati, oltre i 5 milioni di euro dei quali si era timidamente parlato all'inizio, giudicate totalmente fuori mercato per il contesto cestistico italianoattuale. Davanti a questo improvviso cambio di prospettiva, unito peraltro a bilanci societari complessivi che non hanno convinto, l'affare è inevitabilmente saltato. Resta una disponibilità di fondo, quasi un salvagente lanciato alla città: l'idea è quella di rimanere a disposizione per sostenere il club in futuro, ma solo e soltanto nel caso in cui dovesse palesarsi unanuova, seriae solida proprietà con cui interloquire. Il nodo cruciale della vicenda, adesso, è tutto legato alle reali intenzioni e alla strategia di Matiasic. Se l'attuale proprietario ha davvero intenzione di vendere, ma pensa di farlo alle cifre iperboliche richieste finora, la situazione si complicain maniera drastica. In questo scenario così fumoso, l'intervento della Regione Friuli Venezia Giulia ha già toccato il suo limite massimo: le istituzioni pubbliche, locali e regionali, hanno fatto tutto il possibile per garantire stabilità e tutele, e adesso le bocce sono irrimediabilmente ferme. I margini di manovra della politica sono esauriti. Entra in scena Mauro La palla passa interamente ai privati, ma serve un soggetto forte, credibile, capace di prendere in mano le redini della situazione e avviare una trattativareale. Proprio in questo momento di forte incertezza e di stallo totale, in cui il futuro del club è legato a doppio filo all'iniziativa privata, si registra un ritorno importante sulla scena cestistica triestina: è quello del friulano Gianluca Mauro. L'ex amministratore delegato e presidente dell'Alma che nel 2018 riportò Trieste nella massima serie dopo 14 anni di purgatorio, ha deciso di uscire allo scoperto e di scendere in campo in prima persona per cercare di sbloccare l'impasse e ridare una speranza alla tifoseria biancorossa. Le parole di Mauro suonano come un atto d'amore guidato dall'orgoglio e dalla preoccupazione per le sorti del club: «L'idea che il basket possa essere portato via da Trieste e che i tifosi possano essere privati della loro passione non la posso neppure prendere in considerazione. È uno scenario inaccettabile per la storia di questa città». Dichiarazioni che certificano la gravità del momento ma che aprono anche uno spiraglio concreto. Mauro dunque va dritto al punto: «Posso confermare ufficialmente che voglio iniziare una trattativa con il presidente Matiasic. Non sono preoccupato di recuperare i soldi per affrontare la prossima stagione, la solidità del progetto non è in discussione. Ma sto aspettando le carte, i bilanci reali e trasparenti, in modo da valutare la situazione nel dettaglio e capire come muovermi sul piano strategico». Il fattore tempo L'uscita pubblica di Mauro spostal'asse del dibattito. Se sul fronte prettamente economico si potrebbe anche trovare un faticoso punto d'incontro tra la domanda e l'offerta, è il fattore tempo, invece, a scarseggiare drammaticamente. Le scadenze federali e di iscrizione incombono e la necessità di trovare una guida tecnica e societaria che si assuma la responsabilità di decidere, firmare contratti e pianificare la ripresa si fa sempre più urgente. Senza un cambio di rotta immediato e senza una realistica, drastica discesa dalle pretese finanziarie della proprietà attuale, il futuro della Pallacanestro Trieste rischia di scivolare via dalle mani della città, lasciando così Trieste col classico cerino in mano proprio nel momento in cui servirebbe invece lo scatto decisivo. 

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