Sempre decisivo il figlio d'arte
Dal Corriere di Bologna a firma Luca Aquino, il finale travolgente di Hackett contro Trento. 14 Minuti in campo consecutivamente per Daniel Hackett nel finale di gara 5: nel momento più difficile, la Virtus e coach Jakovljevic si sono affidati al veterano 38enne, che ha risposto presente con la sua leadership Una gara 5 con Trento che, sotto certi aspetti, ha ricordato quella dello scorso anno, sempre al primo turno, contro Venezia. Virtus con le spalle al muro e un veterano che diventa protagonista per farle superare l'ostacolo: Toko Shengelia nel 2025, Daniel Hackett due giorni fa. Non è un caso che sia stato il giocatore più esperto a cambiare emotivamente la partita quando Trento sembrava averne assunto il controllo sul 69-76 verso la fine del terzo quarto (molto simile al 67-76 di dodici mesi fa quando però si era a metà ultimo quarto), le gare 5 sono qualcosa di diverso da tutto i resto, serve l'esperienza e il carattere di chi le ha giocate e sa quali sono quelle piccole cose che servono per vincerle. Hackett, peraltro, di quella famosa partita con Venezia passata alla storia per gli eroismi di Shengelia fu il miglior marcatore della Virtus con 21 punti, a dimostrazione di come nelle gare decisive si esalti. "Da nonno del gruppo ho provato a portare la partita sui binari dell'agonismo e dell'energia", ha detto Daniel a Sky al termine della partita sottolineando esattamente come sia nata la svolta. Riportarlo al centro del villaggio è stata la scelta vincente di Jakovlevic, che ha cavalcato per oltre dodici minuti consecutivi il quintetto con lui in regia, Edwards e Morgan accoppiati come bomber, Niang e Diarra a dare atletismo ed energia in zona ferro. Tornare a giostrare da playmaker sarà il destino di Daniel per tutto il resto dei playoff, perché in assenza dell'infortunato Alessandro Pajola la sua leadership e la capacità di leggere le situazioni dall'alto della sua grande esperienza sono imprescindibili per l'Olidata e per Jakovljevic, che sacrificherà Yago Dos Santos e riporterà nei dodici Karim Jallow. In questa stagione per Hackett era stato studiato un ruolo da ala piccola tattica, sgravandolo dai compiti di regia con Vildoza e Pajola e utilizzandolo come specialista difensivo in grado fisicamente di sopportare gli eventuali mis-match in quel ruolo. Fino all'emergenza infortuni ha funzionato molto bene, ma adesso è evidente come la squadra abbia bisogno della sua guida. Lo si è visto a Trento in gara 4 e gli ultimi 14 minuti di gara 5 lo hanno scoperchiato definitivamente, ribaltando il -7 in un +11 per riprendere il controllo della partita fino all'uscita nel tripudio del pubblico dell'arena che gli ha tributato una meritatissima standing ovation. Un'altra partita da aggiungere alle perle di una straordinaria carriera che non è certo giunta alle ultime curve. Il rinnovo del contratto per un'ulteriore stagione è sostanzialmente cosa fatta, solamente da ufficializzare. I 39 anni, il prossimo 19 dicembre, li compirà ancora in campo con la canotta bianconera e da capitano della squadra.