Sconfitta con la Reyer Venezia in gara 1
Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi. Sventata quando comanda, friabile dietro sempre, via via più sdrucita anche in attacco, fino al saggio d'impotenza finale, la Virtus lascia a Venezia il primo punto della semifinale. Il verdetto è esatto, affiora netto con lo scendere nella clessidra di una sabbia che sporca tutti gli ingranaggi. Il gioco di squadra si sfilaccia, alla fine è solo Edwards contro tutti, con esiti magri (6/23 totale, 1/7 da tre), ancorché generosi. All'ora giusta, l'esperta difesa reyerina tira su la rete dove ha spinto pesciolini e pescioloni. Da salvare Vildoza, finché ha avuto birra (5/7,7 rimbalzi), non più nel marasma finale, idem Diouf (5/ 8), e poi Jallow che una parvenza di difesa l'ha tentata. La squadra non ha saputo innescare Niang (3/3, 8 rimbalzi), sempre ai margini di una gara che poteva e doveva aggredire, meritando una ruolo a copione più centrale di quello sceneggiato per l'impresentabile Smailagic. Domani sera c'è la seduta d'appello, sempre in Fiera, e in questi casi si dice che è saltato il fattore campo. Meglio ribaltarla: ogni punto è contendibile, per arrivare a tre ci saranno anche le sfide in lagune. Bisogna però giocare meglio. E cambiare in corsa piani di battaglia sballati, perché ieri la partita di Venezia è stata instradata dal suo uomo migliore, Wiltjer (9/15 con 6 triple), godendo nell'iniziale decisiva abbuffata della stordita complicità di Smailagic che (non) lo marcava. 120' di tragico monologo del serbo (zero in difesa, un solo gol in attacco) non hanno spiegazioni, se non la vana attesa che prima o poi arrivasse. Lilì Marlene, sotto quel fanal...La Reyer ha usato il primo tempo per disarmare la Virtus e il secondo per abbatterla. Quando Wiltjer (solo 7 nella ripresa) s'è placato e Parks ha visto impennarsi i falli è salito in cattedra Cole. Troppa roba, giusto così. Di un primo tempo di prolungato dominio, resta alla Vu al riposo un misero punticino, dopo diversi +11 di largo agio. Impallinata dall'obice di Wiltjer (19 al tè), che Smailagic non mette mai nel radar (due triple già nei primi 2', l'andazzo s'è visto subito), ma anche infilzata dalla transizione veneziana, l'Olidata vede vanificarsi una prima metà di buon attacco, tiri giusti, rimbalzi in più (anche offensivi). Venezia ha meno flessioni (15 assist), la Virtus svaria fra picchi e sprofondi: il peggiore, sull'uscio del riposo (4-17). Nel terzo quarto la bilancia pende già sul piatto veneto: di più, la Reyer si mangia roba ghiotta per l'allungo. Un +6 interno dura niente, così come il +5 a 7' che è l'ultima presa bianconera sul bottino. Macina meglio Venezia, ha in Cole il direttore giusto sul podio, e Wiltjer, che Jallow ha braccato meglio, non si esime dalla tripla del sorpasso a 5' (76-75). Di lì la Reyer non si volta più indietro, la Virtus fa abortire in pallacce perse gli ultimi attacchi. Il caos da non rivedere più. Virtus-Reyer 83-91