Rabbiosa reazione Virtus. Parità nella serie

02 giugno 2026 07:27

Straordinario Edwards con 6 triple

Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap della sfida vittoriosa di Bologna. Vincere di un punto o di trenta ai playoff vale lo stesso: al di fuori delle banalità, la Virtus andrà comunque a casa della Reyer giovedì o sabato sapendo che senza far saltare il fattore campo finirà la propria stagione. Ma il modo in cui i campioni hanno pareggiato la serie con Venezia, togliendo per ora le spalle dal muro dell'eliminazione già sfiorata ai quarti, è un messaggio. Forte. Con un successo di prepotenza Bologna aveva aperto la serie con Trento, salvo poi perdere due partite, e con un successo di prepotenza l'ha rimessa sui suoi binari in gara-4. Stavolta c'era da rispondere al passaggio a vuoto della sconfitta interna di sabato, ma anche alla perdita a partita in corso di Vildoza per una botta all'anca (oggi si capirà meglio l'entità), che si aggiunge a un'infermeria già piena dei pazienti eccellenti Pajola e Alston: praticamente gli esterni titolari o giù di lì. Show offensivo Ecco, in un giorno del genere la Virtus ha scaricato 98 punti su Venezia, a un passo dalla quarta volta oltre quota 100 nelle ultime otto partite: 29 punti (a 16) nel primo quarto e 33 in un secondo periodo da 10/10 da due, per un immaginifico 20/23 al riposo, benzina per la fiammata sul 59-37 già al 18'. Coach Jakovljevic aggiunge: «Abbiamo giocato con più disciplina e determinazione di gara-1, abbiamo aggiustato delle cose in difesa e messo enfasi sul desiderio di fare un passaggio in più invece che un palleggio in più». I volti dell'exploit sono tanti, da Jallow che risponde alla fiducia di Jakovljevic (in tribuna per turnover ancora Yago Dos Santos) dando il tono alla serata, a Diarra sempre incisivo, passando per quelli con cui sono arrivati i brani di basket migliore: Niang e Hackett, 7 rimbalzi a testa e 9 assist in coppia. In copertina ci va Carsen Edwards, 25 punti partendo dalla panchina con 6/8 da tre, quasi 26 di media nelle ultime quattro gare: dopo 7' in campo ne aveva già fatti 14 con quattro triple. E con lui Momo Diouf, che chiude con 18 punti, 11 rimbalzi e 9/10 al tiro: «Rispetto a gara-1 siamo riusciti a essere molto più solidi e aggressivi - dice il centro azzurro -: era quello che l'allenatore ci ha chiesto da qua alla fine della stagione». Durezza Già perché, durante la grandinata di canestri, invece di alzare il piede, la Virtus lo ha spostato su quello della difesa (84-54 al 31'), addomesticando l'attaeeo della Reyer, il più prolifico della Serie A, a 12 punti nei terzo periodo da 5/20 al tiro, tenuto a 79 punti totali: le partite a volte prendono strade inedite, ma negli ultimi due mesi Venezia ha sempre vinto quando ha segnato almeno 86 punti e ha sempre perso con 85 o meno, indicando una chiave chiara alla miglior difesa del campionato, Bologna. Tra tecnici, antisportivi, espulsi e colpi duri, il fatto che sia finita tanti a pochi non ha fatto mancare contenuti agonistici da cui si riparte per il resto della serie. «Ci aspettavamo una reazione e degli aggiustamenti - dice Neven Spahija, coach Reyer, tradito praticamente da tutti, a partire da Cole (0/6), Bowman (0/3) e Parks -. Sbagliare tanto è stato pesante, prendendoci tiri che solitamente sono i nostri. Perdere così o di poco non cambia il risultato finale, pensiamo a gara-3».

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