Ferrari assente, Della Valle dubbioso
Dal Giornale di Brescia a cura di Daniele Ardenghi. Si puòfare cronaca o leggere oltre la cronaca. In questo senso, la serata dei saluti alla Germani dedicata ai tifosi, ieri al PalaLeonessa, non è stata un'occasione sfruttata per spazzare via l'alone di detto-non detto attorno al futuro del club. Anche se non sono mancate esternazioni decisamente rassicuranti. Banalmente, c'è una cappa di mistero che in qualche modo pare si voglia mantenere. Cosa che i supporter stessi hanno notato, almeno alcuni di loro, anche se non è mancata l'onda di affetto verso chiha difeso e rappresentato i colori biancoblù, lo scorso anno fino alla finale scudetto, stavolta finoallasemi(ieri erano pre senti in centinaia). Dato di partenza, Mauro Ferrari, amministratore delegato di Germani Spa, è assente. Al suo posto, sul palco, per l'intervento istituzionale, la presidentessa Graziella Bragaglio. «Vìporto i saluti di Ferrari - afferma -, che è di ritorno dal Piemonte e non riesce ad arrivare per tempo». Bragaglio chiama quindi in scena la squadra, invita i tifosi ai cori, loda gli sforzi di tutti. Offre il microfono a coach Cotelli e capitan Della Valle. L'assenza di Ferrari, si diceva, rientra nel solco di quella penombra che ha caratterizzato questi giorni della Pallacanestro Brescia. Giorni nel corso dei quali erano girate voci tutt'altro che rassicuranti circa il futuro del club, che sono state in realtà spente, sebbene mai in modo del tutto chiaro, definitivo e netto. Nemmeno ieri. Anche se la società, con coach Cotelli in testa, starebbe realmente progettando il futuro anche semplicemente dal punto di vista prettamente «tecnico». Con la consapevolezza che, stavolta, al contrario di dodici mesi fa, ci sarà quasi tutto da rifare. Inizierà un nuovo ciclo. «Cercheremo di essere più atletici e versatili - le parole dell'allenatore -. Abbiamo comunque una base da cui ripartire». Poi, sul palco, ha scandito: Forza Brescia, forza Leonessa». Dalle bocche dei giocatori in partenza - veri e propri eroi degli ultimi anni - arrivano addii o possibili arrivederci. «La mia prossima destinazione? Il Giappone afferma Rivers -. La sensazione è un po' dolce-amara. Questo gruppo è stato speciale». «Vedrò dove soffierà il vento», afferma il sempre filosofico Ndour. Ivanovic pareva essere uno dei pilastri che non si sarebbe maimosso da qui, fino a fine carriera. E invece... «Posso dire che il mio prossimo futuro non sarà a Brescia commenta il playmaker montenegrino -. Non ci sono ufficialità, ma questo è un addio o un... ci vediamo dopo. Da me stesso pretendo il massimo. E, adesso, per me, è il momento di andare». «Di certo non tornerò il prossimo anno - affermaBumell -. Brescia, però, resterà sempre casa». Di lui si sapeva. Non si sposterà dimolto. La sua destinazione è l'Olimpia Milano. Chiaroscuro. Le voci circa il futuro della società avevano spaventato tanti. A partire da Bilan, in teoria perno della ripartenza di certo anche nella mente di Cotelli - insieme a Della Valle. Il centro croato non nasconde la preoccupazione provata, ma si definisce «ottimista», anche in seguito a un incontro personale che avrebbe avuto con Ferrari. Un po' criptico Della Valle. Sul palco ribadisce l'orgoglio per quanto compiuto in stagione dal gruppo del quale è capitano. Quando, a parte, gli si chiede delfuturo, preferisce non dilungarsi. «La mia sesta stagione alla Germani? Io mi trovo bene qua - afferma -. Poi, le cose dipendono da tanti fattori». Ma le voci poco rassicuranti non si sono spente, quindi? «Non so, faccio quello che mi dicono di fare...». Canestro, di solito? La risposta è un sorriso. Ma intanto Cotelli ragiona sul futuro «per una squadra più atletica e versatile» Entrato nei cuori.