Milano pazzesca, per Venezia poco da fare

12 giugno 2026 07:01

Gara 1 senza storia

Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap della sfavillante vittoria meneghina. Se Venezia ha una possibilità di giocarsela con Milano, gli exit poli della vigilia la accreditavano con convinzione di poterlo fare sorprendendo rOlimpia al Forum in una delle prime due partite della serie. Se chi mena primo mena due volte, l'Olimpia la prima botta si è assicurata di darla bella forte, anche se vale solo 1-0, schivando intanto questa trappola con una prova da grande squadra, come era già stato ai quarti con Reggio e in semifinale con Brescia. Ci è riuscita con la formula della moltiplicazione, non soffrendo l'alto numero di possessi cercato dalla Reyer ma usandolo come trampolino e Il break decisivo grazie al secondo quintetto: 1-0. Domani gara-2 al Forum moltiplicatore su cui declinare la sua efficienza superiore, fotografabile in due cifre: il 10/12 da due del secondo quarto in cui ha preso il largo ed essere entrata nell'ultimo quarto con un incredibile 9/11 da tre che le ha permesso di difendersi dal rientro ospite. Ma se la favola Venezia è oggi a giocarsi lo scudetto è anche per la capacità di reagire a colpi potenzialmente da ko come erano già arrivati prima con Tortona e poi con la Virtus. Dalla semifinale è ripartito Tessitori, che aggiorna per la terza gara di fila il massimo in carriera stavolta a 26 punti, 11 nei primi 9', rimasto però a predicare nel deserto visto che poi attorno a lui si è visto qualcosa solo da Parks a partita in corso e poi l'atteso Cole, che dopo un avvio flop da 2 punti e 1/7 al tiro in 17', ha risposto con una fiammata da 13 punti nei T successivi prima di spegnersi di nuovo. Seconda ondata 11 bavaglio a lui è una delle chiavi della partita. Uri altra è stata fimpatto sulla gara delle seconde linee di Milano, che hanno schiantato quelle di Venezia che pure tanto hanno dato in alcune partite a Spahija. «Non mi piace parlare di primo e secondo quintetto, perché parte dalla panchina gente che spesso finisce le partite - allarga il discorso coach Peppe Poeta -. Tutti hanno portato il mattoncino: i titolari non hanno permesso a nessuno dei loro giocatori più importanti di accendersi, che è quello che li rende pericolosi e li ha portati in finale meritatamente» . Ma è svuotando la panchina che il tecnico Olimpia ha visto i suoi piazzare il break di 20-3 in 7' che ha rotto la partita a cavallo dei primi due quarti, volando 41-21 a metà secondo periodo, firmato da 8 punti a testa con tre tiri in sei minuti di Mannion e Diop. Che poi non si sono più fermati, continuando a spingere anche quando la Reyer nella ripresa ha fatto vedere di essere uri altra squadra: «Abbiamo fatto la partita che volevamo con energia e aggressività ma dobbiamo tenere f allerta super alta perché è la prima gara, loro possono fare la partita sempre: dobbiamo prendere di buono quanto fatto in gara-1 e provare ad aggiustare quello che si deve in gara-2 quando ci aspettiamo una Venezia carica per rispondere. Sarebbe facile parlare di attacco, col 60% da tre punti e 28 assist, ma mi piace sottolineare il lavoro della difesa, come spesso in questi playoff: tenere il miglior attacco di Venezia a 35 punti nell'intervallo è quello che ci ha permesso di vincere». Profondità È stato infatti con un'altra stretta difensiva, prima con un quintetto e poi con l'altro, che l'Olimpia ha chiuso definitivamente i giochi tenendo di nuovo Venezia a 5 punti in 5' per volare sul 96-72 al 36' per il game over. «Milano ha giocato un'ottima partita in attacco e in difesa, meglio di noi sin dall'inizio l'analisi di coach Neven Spahija-. Da un nostro autocanestro a fine primo quarto in poi non abbiamo più rivisto il canestro. Si è vista la loro qualità, fisicità e profondità: Milano ha vinto con la panchina, il nostro roster non è così, se il nostro quintetto non gioca bene non possiamo giocarcela con l'Olimpia. Tessitori sta giocando un basket di altissimo livello ma ci vuole di più dagli altri. Che sarebbe stata molto dura l'ho capito dalla facilità con cui Milano è arrivata in finale contro ottime squadre: è in grande forma, non dipende da pochi giocatori. Però sono i playoff: abbiamo perso la prima, pensiamo alla seconda. Non molliamo mai, questo è sicuro. Che di là c'è più qualità si sapeva, vogliamo giocarcela».

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