Riparte la ricerca
Da La Repubblica di Bologna a firma Walter Fuochi, il nodo allenatore in casa Virtus Bologna. Nessuno riuscirà a vedere sugli schermi cittadini "Djordjevic, il grande ritorno". Dato da giorni in uscita imminente, il blockbuster di sicuro successo s'è fermato al soggetto, neppure approdando alla sceneggiatura. Non allenerà di nuovo la Virtus il coach serbo dell'inebriante scudetto del '21, di cui tanti già sognavano un remake, dirigendosi invece verso Istanbul. Si sapeva da un po' che quella era la meta tracciata e s'è tentato comunque di scongiurarne l'imbarco (lui consenziente). Il Bahcesehir, uno dei club rampanti della megalopoli turca, ha però preteso il rispetto di accordi presi, sia dall'agenzia di Djordjevic che dal coach stesso, che ha riconosciuto la parola data. Annunciato ieri sera il divorzio dal tecnico in carica Barac, tutto s'è chiarito. Si apriva sul Bosforo l'autostrada per Sasha. Per qualche giorno Djordjevic aveva cullato il sogno di una rivincita bolognese. La società pure, dando materia agli incessanti tam tam di Basket City. I colloqui con Paolo Ronci s'erano fatti intensi e concreti, fino a delineare un accordo biennale a 1,6 milioni totali. Nulla di fatto. A Istanbul Sasha guadagnerà di più, per competere contro concorrenti formidabili. Bologna era una sfida nota, oltreché suggestiva. La Virtus ci aveva contato, poiché Djordjevic era il nome giusto per gli odierni passaggi della cronaca e della storia bianconera. Dopo un'annata a zero titoli, oscurata dal mancato ingresso in una finale scudetto centrata per cinque anni filati, l'idea è che servisse una figura d'alto profilo e personalità, per guidare il rilancio d'una squadra di scommesse e coprirla a spalla larghe. Investire su un coach di nome, carisma e gradimento di piazza era il percorso scelto dalla società dopo l'esperienza del debuttante Jakovljevic, tanto infruttuosa da restringere anche i sentieri di altri allenatori con le stesse avare credenziali. Ora in campo restano quelli. A Koponen, tanto per fare un nome sentito, poco aggiunge la militanza virtussina al Cv di ex play finlandese finito ad allenare in Erasmus in Nuova Zelanda. Pure in offerta, i più strutturati Lakovic e Poupet scaldano il giusto: più lo sloveno del francese, comunque. Smonterà presto dal lavoro a Dubai Aleksandar Sekulic, cedendo la panchina a Xavi Pascual. Si riparte daccapo e l'idea è guardare più all'estero che in Italia. Il mare magno s'allarga ad oceano.