Le ultime sul fronte Pallacanestro Trieste
Fonte: City Sport a cura di Raffaele Baldini
Scorre il tempo, inesorabile, ma lo è sia per la Pallacanestro Trieste che per Paul Matiasic. Mentre tutta Italia si chiede cosa farà il presidente americano, sul fronte giuliano ci si muove, per quello che è possibile gestire in autonomia.
Concessione del PalaTrieste
Nella giornata di lunedì c’è stata la video-conferenza prevista fra la società biancorossa nelle figure di Michael Arcieri e di Paul Matiasic, e l’assessore Elisa Lodi. Se, come era logico prevedere, non è stato formalizzato nulla, si sono poste le basi per chiudere un accordo, con due ipotesi sul piatto. Sostanzialmente c’è la volontà di tutti di arrivare a una soluzione positiva, curiosa anomalia nel giorno in cui il Presidente Matiasic si trova strada sgombra per il Palaeur di Roma, avendo registrato la rinuncia al ricorso di Don Nelson, accontentatosi del PalaTiziano. La domanda è: perché Matiasic si premura di risolvere la questione palasport se può giocare a suo favore l’eventuale mancato accordo?
Quella wild-card nelle mani…
Non vi è conferma certa, ma sembra che Paul Matiasic abbia fra le mani la “wild-card” per un posto in Eurocup. Nonostante fossero state presentate le contendenti, con 5 partecipanti italiane (Roma1, Napoli, Tortona, Trento e Venezia), c’è ancora un posto da assegnare, ovviamente bypassando ogni logica di merito sportivo. In questo caso, la carta Eurocup sostanzia l’interesse del Presidente Matiasic ad avere una sua creatura presente nel panorama nazionale ed internazionale già dal prossimo anno, senza aspettare ulteriore tempo.
Con un occhio alla Virtus Roma
Ogni ora che passa rende sempre più inevitabile gettare l’occhio sui risultati della Virtus Roma. La situazione ora è 2 a 2 (contro Montecatini ndr.), con la “bella” da giocare al PalaTiziano per il salto di categoria giovedì sera. Perché torna prepotente la questione legata alla Virtus? Perché si ha conferma di quanto era trapelato mesi or sono, cioè l’ingaggio del triestino Marco Spanghero sotto l’egida di Paul Matiasic. L’avvocato americano ha tutto l’interesse di portare il sodalizio capitolino in serie A2, ideale (secondo i suoi intendimenti) indennizzo alla città di Trieste nei ragionamenti fatti illo tempore. Ovviamente, in questo momento storico, nessuno in terra romana, neanche sotto tortura, scucirà qualche parola in tal senso.
“Vuole uscire bene da questa vicenda”
Una frase che è diventato mantra negli ottimisti. O forse un po' più di uno slogan, c’è la reale volontà di Paul Matiasic di non fare terra bruciata di quanto costruito e soprattutto di quello che vuol dire pallacanestro nella città di Trieste. Il problema è un altro ed è di tipo etico; pensare che dopo tutto questo mercanteggiare, la serie A2 possa rappresentare un lascito degno di riconoscenza è pura perversione psicologica. A margine di ciò, razionalmente, la ripartenza dalla serie A2 con una nuova proprietà, quindi liberi, con un budget importante in un campionato assolutamente dignitoso (Fortitudo, Pesaro, Brindisi, Sassari, Rimini, Caserta, ecc.), può avere un senso pro-futuro. A denti stretti, arrabbiati, schifati, ma consci di quello che la città può reggere.