Neven Spahija: «dobbiamo giocare così, difendere e correre»

17 giugno 2026 06:55

Reazione Reyer al Taliercio

Dalla Gazzetta dello Sport a firma Giuseppe Nigro, il recap della gara 3 vinta nettamente dalla Reyer Venezia.  Qui ci sono i leoni. La Reyer ricaccia in gola intanto per 48 ore l'urlo di Milano per il 32° scudetto, annullando il primo match point sfoderando spalle al muro la miglior prestazione offensiva del suo campionato, 109 punti. Cinque ossessi in campo che saltano, corrono, arrivano per primi su tutti i palloni, scappano in contropiede, creano spazi per colpire da tre: è ritrovando i ritmi alti con cui ha vissuto le pagine migliori della stagione che Venezia ha annullato il divario tecnico. Di più, l'ha ribaltato, perché guardare ai quasi 100 punti segnati dalf Olimpia, e le 14 triple, non rende l'idea del fatto che nel secondo tempo non c'è stata partita, perché di là, correndo, la squadra di Spahija ha ritrovato le percentuali abituali mancate nell'inizio di serie al Forum, finendo per accendersi anche da tre. Ritmo «Un orgoglio vincere contro Milano che gioca un livello di pallacanestro altissimo, ha fatto 97 punti con noi in linea con quanti ne segna nella serie - dice il coach Reyer Neven Spahija -. Se vuoi giocare contro l'Olimpia devi fare il 200 per cento, non di meno: noi nelle prime due partite abbiamo fatto tanto di meno. Ci era mancata l'energia, la serie con Bologna ci aveva prosciugato. Milano non ha giocato male, è la Reyer che ha giocato da fuoriclasse» . Sei uomini in doppia cifra raccontano solo in parte una staffetta di lepri che hanno spinto la partita sempre un po' più in là, dall'inizio di Tessitori e Wiltjer al primo impatto sulla finale di Horton e Bowman, col gran maestro Cole (scavigliato, c'è preoccupazione per gara-4 di domani) a passare la torcia infine a un Parks spaziale da 22 punti nel secondo tempo, sui 59 di squadra. «La pallacanestro oggi si gioca ad alto ritmo, non cinque contro cinque per 40 minuti - prosegue Spahija -. Milano ha rubato tanti palloni e ha giocato in campo aperto, il suo attacco ha funzionato. Ma è stato decisivo il terzo quarto in cui siamo riusciti a difendere tenendo Milano a metà campo e ad attaccare scappando in campo aperto, che è il nostro gioco. È l'unica ricetta per batterli? Secondo me sì: dobbiamo giocare con la stessa energia, fare tanti punti e aspettarci che loro ne facciano di meno. Il giorno extra ha pesato, perché per loro che sono molto più profondi recuperare è molto più facile». Terzo quarto Con la mazzata del quarto fallo di Nebo già al 22', è stato il ritorno dagli spogliatoi da 32 punti in otto minuti della Reyer a travolgere di canestri l'OUmpia, che tra uno strappo e l'altro di Shields e Bolmaro aveva rimesso in equilibrio una partita in realtà fatta quasi tutta da Venezia. Quasi, perché nel momento migliore di capitan Shavon, poi sparito, Milano aveva toccato anche il 39-45 al 16'30". Poi ha cominciato a grandinare, e Cole a spiegare basket alimentando la bestia: 30-10 in 10 minuti, mentre l'Olimpia iniziava la ripresa buttandosi via con sei minuti da 10 tiri sbagliati su 11 e due palle perse fino al 69-55 a metà terzo quarto. Se tieni per un quarto di partita la media da un punto al minuto in una gara a questi ritmi, poi non rientri mai. «L'opposto di quello che dovevamo fare, lasciare una squadra con tanto talento offensivo prendere fiducia: poi è difficile marcarli, e vincere l'analisi del coach Olimpia Peppe Poeta -. Bruttissimo terzo quarto in cui non siamo stati pazienti in attacco, le nostre tante perse sono state punite da loro in contropiede e ci hanno fatto male. Non dobbiamo giocare al loro ritmo in casa loro e non dobbiamo accontentarci di fare un canestro noi e uno loro come è successo nei primi due quarti». Mani ovunque, presenza su tutte le seconde palle e quando Milano riprende a segnare, Venezia segna di più: 82- 61 al 28 ', rimbalzando anche il risveglio di Brooks con l'Olimpia passata anche a quattro piccolissimi per il tutto per tutto. «Grande partita della Reyer: ha avuto più energia di noi, ha preso tutte le palle vaganti e 16 rimbalzi d'attacco - prosegue Poeta -. Ha fatto una partita di grande orgoglio che ci aspettavamo, ma se la difesa ci ha portato così lontano a fare dei playoff di alto livello, oggi non l'abbiamo messa in campo ed è successo quello che succede se non difendi: la squadra col miglior attacco del campionato prende fiducia, le entrano tutti i tiri ed è frustrante, 97 punti dovrebbero bastare a vincere in trasferta». Due a uno, palla al centro.

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