R.J. Cole: «la caviglia è OK»

17 giugno 2026 06:59

I protagonisti in casa Reyer Venezia

Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Davide Romani, le dichiarazioni del post partita. Jordan Parks è l'uomo della provvidenza, il giocatore in grado di cogliere l'attimo decisivo della partita. C'era riuscito in gara-4 di semifinale contro Bologna, si è ripetuto ieri sera in gara-3 della finale scudetto. L'ala di Venezia ha saputo aspettare che la partita arrivasse a lui senza forzare e in quel momento ha messo le mani sul match: nell'esaltante terzo quarto della Reyer (36-19) il newyorchese ha inserito le marce alte. A secco nella prima metà di gara con un solo tentativo al tiro, nella seconda il 32enne ha chiuso con il 100% da 3 (4/4). Canestri fondamentali prima per l'allungo e poi per respingere il ritorno dell'Olimpia. «Tutti erano concentrati, tutti sapevano cosa fare ha spiegato il numero 22 di Venezia -. Abbiamo preso la carica dal pubblico, volevamo essere energici e lo abbiamo fatto». Ma per l'ala con un ampio trascorso in Italia (Trieste, Capo d'Orlando, Treviso e Napoli) lo show mandato in scena al Taliercio ieri sera non è il primo in grado di allungare o decidere una serie playoff. In semifinale, nel momento del bisogno di gara-4, quando Bologna stava compiendo il massimo sforzo per allungare la serie a gara-5 e Tessitori era fuori per 5 falli, si è messo gli abiti da supereroe con 10 punti (2/2 da 2, 2/3 da 3) e ha lanciato Venezia verso la finale scudetto. Cuore di capitano Al fianco di Parks, a regnare alfinterno dell'area, sia in attacco sia in difesa, c'era Amedeo Tessitori, capitano di Venezia. Il leader veneziano ha chiuso con una sostanziosa doppia doppia (15 punti e 11 rimbalzi). «Avevamo ben chiaro cosa fare - ha spiegato il numero 00 della Reyer -. Volevamo dare un segnale, riscattarci dopo le prime due gare giocate a Milano. Grazie alla spinta del pubblico che ha creato un'atmosfera unica abbiamo messo in campo una delle nostre migliori versioni». Tessitori ha chiaro il motivo del successo che ha riaperto la serie: «Se riusciamo a difendere in questo modo possiamo correre - ha argomentato -. È stata ribaltata la situazione che avevamo subito in gara-1 e gara-2 quando era stata Milano a difendere e correre in ùansizione. Ma non pensiamoci, testa a giovedì, a gara-4». Ore di attesa II pubblico del Taliercio ha lasciato il palasport esaltato dalla prestazione dei propri beniamini ma con un grande interrogativo: domani in gara-4 rivedrà RJ. Cole? Il play di Venezia ha lasciato il campo al minuto numero 33 dopo una tripla realizzata: Shields gli è caduto addosso (gesto che è costato al giocatore di Milano un fallo antisportivo) e il giocatore non è più rientrato in campo perché dolorante alla caviglia destra. «La caviglia è ok, stiamo giocando una finale - ha commentato Cole-. Abbiamo deciso di attaccare l'area con più aggressività e si è visto». Ma dopo la doccia e i primi trattamenti fisioterapici Cole zoppicava ancora vistosamente. Una situazione che coach Neven Spahija ha spiegato così nel post-partita: «Quando un giocatore si fa male, ci vogliono almeno 24 ore per valutare l'entità del problema. Non mi sembra stia bene, ma vediamo domani (oggi, ndr). Non posso dire niente». Le condizioni di Cole verranno dunque valutate oggi ma diffìcilmente Venezia potrà fare a meno di lui anche se non al 100% della condizione. 

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