Indimenticato patron milanese
Da La Repubblica di Milano a cura di Massimo Pisa, la vittoria dello scudetto numero 32 di Milano. Solo la difesa poteva indirizzare il 32° scudetto verso Milano, e i soli 72 incassati ieri sera - a fronte dei 109 di martedì - sono stati la pietra d'angolo per ricucirsi il tricolore sulla canotta. E solo protagonisti diversi e ritrovati potevano raddrizzare il destino, cancellando la psic-Olimpia di gara 3. Ed ecco dunque Marko Guduric, sfinge per 29 minuti e killer da lì in poi con 13 dei suoi 15 punti. E tre triple, come quelle infilate dal partente Quinn Ellis, che saluta col tricolore prima di salpare per l'Ncaa. Urla Nebo che torna a volare nelle due aree, urla Shields che esulta contro tutti, ride Leday che ci mette tre stoppate e lavoro oscuro da uomo squadra, si emoziona Armoni Brooks abbracciando coach Peppe Poeta che lo ha lanciato nell'orbita delle stelle milionarie d'Europa: una striscia di Armoni a inizio ripresa, con le sue solite triple imprendibili, hanno aperto la via per ia gloria portandogli in dote il premio di mvp delle finali. Lo porterà a Lione. Chiamatelo "tripletino", il tris partito dalla Supercoppa di settembre e passato per la Coppa Italia di febbraio, che fa commuovere il prossimo papà Pippo Ricci per il suo «Pietro, spero che un giorno sarà orgoglioso di suo papà: abbiamo scritto un pezzo di storia del club, sono felice del lavoro che ci abbiamo messo dentro, ma ho sempre creduto anche quando le cose andavano male, anche dopo l'uscita dell'Eurolega quando ci hanno buttato addosso tante parole. Vivo di sport da quando ho un anno, per questi momenti quando gli altri guardano in tv e tu sei l'ultimo, ad alzare il trofeo». Che è il primo tricolore per coach Peppe Poeta, immagine della felicità: «Se è un sogno non svegliatemi, sono la persona più contenta del mondo. Sarò per sempre grato a questi ragazzi incredibili, a Ettore Messina che ha vinto il primo trofeo e ha costruito questa squadra». Squadra destinata a una rivoluzione, con mezzo roster con le valigie in mano - oltre a Ellis e Brooks, anche Mannion e Leday, Nebo e Sestina e le incognite Shields e Diop - e in attesa di capire cosa farà proprio Messina, president of basìcetball operations con un rinnovo sulla parola col presidente Dell'Orco ma due offerte in mano: a Roma, col nuovo progetto che guarda a Nba Europe, per tarnare in panchina, o in Eurolega con ruolo dirigenziale. Resterà alla scrivania Daniele Baiesi, al suo primo scudetto come Leandro Bolmaro, il gaucho che ha visto crescere a Monaco di Baviera e che ha ritrovato conducadòr a Milano: si stringono mentre sgocciolarne via gli ultimi secondi, con Peppe Poeta saranno asse per il futuro da costruire. Arriverà dal Pireo Alee Peters col lauro da campione d'Europa, tornerà dal Bosforo Devon Hall che lo è stato l'anno scorso, sono già pronti Jason Burnell da Brescia e Nikola Akele dalla Virtus, è vicino Darius Thompson, andranno in prestito Dante Maddox e Andrea Loro. E serviranno altri pezzi, nuovi e da incastrare bene, per riprovare l'assalto ai playoff di coppa. Unico ma ingombrante buco dell'anno del tripletino.