Ora si decide veramente tutto
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. A quasi un mese dall'uscita dai playoff, con la sconfitta al Pala- Leonessa di Brescia che ha rappresentato l'ultimo passo di un cammino lungo e logorante, la Pallac anestro Trieste si trova oggi ancora incredibilmente sospesa in un limbo. Squadra, tifoseria e un'intera città in attesa di conoscere le decisioni di Paul Matiasic. Il presidente, dopo aver giurato amore eterno alla terra dei suoi avi, deve aver cambiato idea. Evidentemente ha pensato che, alla fine dei conti, i veri affari si fanno meglio all'ombra del Colosseo. Le voci si rincorrono, il silenzio della società resta assordante eppure il tempo non aspetta perché il calendario della Federazione corre veloce e mette Trieste con le spalle al muro di fronte a scadenze imminenti e perentorie. La prima data da segnare sul calendario è quella di venerdì 26 giugno. Sarà l'ultimo giorno utile per perfezionare le iscrizioni al campionato e, soprattutto, per presentare le sponsorizzazioni o le fideiussioni bancarie alternative necessarie a coprire la cifra richiesta di 900 mila euro. Una formalità? In tempi normali sì, ma oggi ogni passaggio obbligato diventa un giallo. Successivamente, martedì 30 giugno, scoccherà l'ultimo giorno utile per chiedere un eventuale trasferimento di sede. In tutto questo caos, resta sospesa la domanda delle domande: come ha intenzione Matiasic di sbarcare a Roma per la prossima stagione? Ci andrà rilevando e trasferendo il titolo di Brescia, oppure lo farà sacrificando proprio Trieste? In questo senso, se Matiasic volesse trasferire Trieste, i tempi tecnici ci sono ancora. Per l'assemblea straordinaria necessaria al cambio di sede servono tre giorni dal momento della convocazione. Il paradosso è che, mentre i giorni passano e le scadenze formali bussano alla porta, non esistono conferme né smentite ufficiali. Tutto si muove nel campo delle ipotesi, dei sussurri e delle indiscrezioni, in un clima che definire incredibile è un eufemismo. Perché, al di là di tecnicismi e delle formalità burocratiche, c'è una realtà sul campo che non può più aspettare. Se un domani per la pallacanestro a Trieste esisterà ancora, qualcuno dovrà pur iniziare a progettarlo. Al momento, invece, il vuoto è totale. Manca un budget definito, manca una figura societaria a cui affidare le chiavi della gestione e, di conseguenza, manca un allenatore attorno a cui far ruotare il futuro. In questo scenario di paralisi, il mercato di Trieste è inevitabilmente fermo. I giocatori che hanno chiuso la stagione — o meglio, i superstiti rimasti dopo i saluti già consumati di Iannuzzi, Sissoko e Brooks — si trovano oggi in stand by. Aspettano un segnale, una parola che faccia chiarezza. Su tutti i giocatori italiani che, naturalmente, si stanno guardando attorno. Le offerte stanno piombando sul tavolo dei procuratori. Per quanto tempo potranno ancora attendere?