Il neo arrivato in casa Apu Udine si apre
Dal Messaggero Veneto a cura di Giuseppe Pisano, l'intervista al neo arrivato esterno di Udine. Un'ottima stagione a Pesaro, l'ingaggio dell'Apu per il ritorno in serie A e la prima convocazione in Nazionale. È davvero un momento magico per Lorenzo Bucarelli, esterno fiorentino classe 1998 in procinto di vestire la divisa bianconera. Queste le sue prime parole da giocatore udinese. Bucarelli, cosa l'ha spinta a scegliere l'Apu? «Ho scelto Udine principalmente per due motivi: la grande solidità della società e la chiarezza del progetto tecnico. Fin dai primi contatti ho percepito un club molto organizzato, con idee precise e una visione chiara del futuro. Sono due aspetti fondamentali nella scelta di un giocatore e sono quelli che mi hanno convinto fin da subito». Qual è stata la prima impressione dell'ambiente udinese? «Sono stato a Udine per sostenere le visite mediche e ho avuto un'ottima impressione. Ho trovato una società organizzata, che mi ha fatto sentire parte della famiglia Apu dal primo giorno. Ho anche visitato la città e le sensazioni sono state molto positive». Torna in serie A dopo l'esperienza di Sassari. Com'è cambiato rispetto ad allora? «Credo di essere un giocatore completamente diverso. In questi anni sono cresciuto molto, sia dal punto di vista tecnico che mentale. Ho acquisito esperienza, maggiore consapevolezza dei miei mezzi». Ha già parlato con coach Vertemati? «Sì, e la chiarezza con cui mi ha illustrato la sua idea di basket e il ruolo che immagina per me è stata determinante. Ho condiviso fin da subito la sua visione, sono convinto di potermi inserire bene nel suo sistema di gioco». Conosce qualcuno dei suoi nuovi compagni? «Ho affrontato praticamente tutti i ragazzi del gruppo italiano nelle ultime stagioni e ho condiviso il raduno della Nazionale conMatteo Cavallero». Che aspettative ha per la sua avventura a Udine? «Mi piace affrontare ogni stagione un passo alla volta. Il primo obiettivo deve essere raggiungere il prima possibile i traguardi fondamentali della squadra e, una volta costruite basi solide, provare adalzare l'asticella». Come si descriverebbe al suo nuovo pubblico? «Cerco sempre di leggere la partita e prendere la decisione migliore per la squadra. Mi piace coinvolgere i compagni e mettere il collettivo davanti a tutto. Sono molto emotivo: quando mi sento bene in un ambiente e percepisco fiducia, riesco a esprimermi meglio».