Lunga conferenza stampa
Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi, la conferenza stampa che chiarisce tanti aspetti sul futuro virtussino. L'amarena cade sul gelato alla fine. «Sto trattando la Virtus sillaba Massimo Zanetti - con imprenditori stranieri. Di bolognesi, da un pezzo, mai vista l'ombra. Un gruppo americano-greco, uno americano-svizzero. Incontrati, interessati, danarosi, tanto da dirmi che vogliono vincere l'Eurolega. Dura, ho risposto. Stanno pensando a un'offerta. La Virtus ha valore da club storico e con l'arrivo di Nba Europe, che insegna a tutti a fare sport spettacolo, l'investimento è attrattivo». E pure caro, sappiamo: i famigerati 50 milioni a rate per 10 anni per la licenza perpetua. Lei Zanetti, che fa? Va o non va? Seconda amarena sulla crema. «La volontà c'è. In linea di massima accettiamo l'offerta. Poi andremo a leggere bene quel grosso plico di condizioni, faremo i conti, ci siederemo a trattare. Ma non possiamo giocare altrove. La Virtus deve stare lì, col Reai, il Barcellona, il Panathinaikos». Parla Zanetti. Orbita su passato, presente e futuro. Racconta, motiva, anticipa. Zero virgolette da quando la palla rimbalzava ancora ("ma a vedere gara 4 a Venezia non sono andato, dopo quel rugby di gara 3"). Tutte ora, davanti ai cronisti al Savoia. Brani scelti, allora. «Sento dire che la stagione è andata male. Non sono d'accordo. La squadra era forte, come altre più costose. Cinque anni prima in stagione regolare è storia, poi però è mancata armonia. Lo capii dal primo giorno ad Asolo. Battibecchi. Dusko è così, come i sergenti dei film americani. Ed è finita come sapete. Cambiando tecnico per volontà dei giocatori, non mia o di Ronci. Senza che si potesse far nulla tra lui e i quattro che ci avevano detto: o noi o Dusko. L'ho difeso finché ho potuto, è un amico, gli voglio bene. Quando disse: o io o quel tal giocatore (Edwards, ndr), non potei più. E già aveva chiesto di mandar via Taylor, Terrore che mai rifarei. Dovevo impuntarmi. Lì si ruppe Pajola e la stagione andò a rotoli». Nessuna nuova, così fu narrata subito. Scusate, uso gli appunti che mi han preparato. Perchè sono un po' "trumpiano". La Virtus futura mi vedrà al comando. Sarà forte come l'ultima. Diversa. Più giovane, meno sazia. Ho incontrato Mumbrù, ci ho visto l'entusiasmo di venire. Poi il curriculum parla. Esperienza e successi. La squadra costerà poco meno dell'anno passato. 25 milioni a budget contro 28». Laddove s'evince che, ballando tra netti e lordi, c'è un tempo per le predicazioni francescane e un altro per rifarsi un guardaroba da Rotary. Non abbiamo le pezze al culo, quell'altra volta del patron. Non andrò avanti all'infinito, ma intendo esserci quando passerò la guida e vorrò capire in che mani andrà la Virtus, società storica e iconica, patrimonio della città. Sono andato ad aprile in Eurolega a Barcellona, sanno bene chi siamo. Due coppe a libro d'oro, dove ho cercato Milano e non c'era. Ora, con altre cinque società storiche, dobbiamo pagarci la franchigia. E' un passaggio necessario, lo faremo». Fact checking: Milano conta tre Coppe Campioni (tutte Fiba), la Vu due (una Fiba, una Eurolega). Sull'albo degli ultimi 25 anni, 1 a 0 Virtus. Sapete che vorrei entrare nel nuovo palasport con la squadra. Palasport Virtus, così lo chiamerei, perchè non mi piace arena e perchè sul nome ho idee diverse dalla Fiera, per via di quella certa banca (Unipol, ndr) che non ci ha mai dato una lira. Pronto a dar battaglia». Anche gli altri. «Ma siamo qui per lanciare la campagna abbonamenti e anche per dirvi che saremo in ritiro a Pinzolo. Abbiamo bisogno di soldi, tanti soldi. Apriremo l'8 luglio, stessi prezzi di un anno fa, stessi posti uguali. Vogliamo battere il record. E battere Milano». E ti pareva. «Un grazie a tutti, inclusi i giocatori andati via. Pajola? Me lo disse un anno fa, ci ho parlato tre volte, anche da padre, spiegandogli cosa lasciava e cosa potrà trovare. Un'offerta nostra l'aveva, mi ha detto di scelte personali, un'esperienza all'estero, ignoro dove. Il 30 giugno scade qui, dopo sapremo. Ora mi auguro che gli sponsor rinnovino, con Olidata nulla è definito, ma trattiamo con un altro grosso marchio e potremmo avere due nomi sulla maglia, per Italia ed Europa. Uno sopra e uno sotto, a divise invertite». A sera, da infilar dentro quelle maglie, sbuca un nuovo nome. Cameron Lee Hunt, guardia di 28 anni e 1.92, ultime triple a Badalona (40.4% con 15.8 punti a gara), dopo stagioni in Germania, Francia, Spagna e un salto pure a Tortona, è in retta d'arrivo per vestire bianconero. Per l'altro del tandem che fu Edwards & Morgan, è stata spedita l'offerta al "trentino" Dj Steward. Non vuole legare il nuovo impianto a Unipol: "Per me sarà Palasport Virtus" Il presidente della Vu a tutto campo, da Dusko a Pajola, alle trattative con i gruppi americani. Fino aH'Eurolega: "Noi ci siamo". Bologna Fiere: "Ma come chiamarla lo decidiamo noi Le dichiarazioni di Massimo Zanetti ieri non hanno lasciato indifferenti i piani alti della Fiera, che sta realizzando il nuovo palazzetto al posto dell'ex padiglione35. Pur chiarendo che la Virtus « rappresenta una componente importante di questo percorso» e che BolognaFiere «riconosce pienamente il valore storico, sportivo e identitario del club per Bologna e per il basket italiano», la società è intervenuta per chiarire che «la società sportiva sarà utilizzatrice degli spazi, non soggetto realizzatore o finanziatore dell'opera». E pertanto «la governance dell'infrastruttura, la sua destinazione polifunzionale e le strategie di valorizzazione commerciale, incluso il naming, restano in capo a BolognaFiere e saranno oggetto di comunicazione nei tempi e nelle forme opportune». Il nome, dunque, lo deciderà la Fiera, che spiega di lavorare «con senso di responsabilità istituzionale e industriale, nell'interesse della città, degli stakeholder, dei partner e di tutti i soggetti che contribuiranno a fare del nuovo padiglione una infrastruttura aperta, flessibile, sostenibile e competitiva sul mercato nazionale e internazionale degli eventi».