Si comincia a costruire
Fonte: City Sport a cura di Raffaele Baldini
Nella giornata in cui la FIP dovrebbe, usiamo il condizionale quale sana consuetudine dettata dagli eventi, formalizzare la nuova serie A con la presenza della Pallacanestro Trieste, insieme alle novità Roma Basket Club e alla Maxima Roma di Paul Matiasic, salutando in maniera definitiva due piazze importanti della nostra pallacanestro come Brescia e Cremona. Sodalizio giuliano quindi salvo, grazie all’insurrezione popolare, al lavoro in illo tempore del Consorzio e uno statuto con veto di grande importanza, ma anche dalla volontà dell’ex Presidente Matiasic. Il timone passa formalmente a Connor Barwin, eletto dirigente massimo dalla nuova proprietà, la Newport Holdings LLC, ma la realtà è che il deus et machina sarà Michael Arcieri. Il General Manager è l’uomo di fiducia che ha lavorato diplomaticamente su più fronti, dalla questione vendita sino alla questione legata alla concessione del Palatrieste, passando ovviamente per quello che sarà la formazione del nuovo roster biancorosso. La sensazione è che ancora tante cose debbano cambiare in divenire, dalla proprietà a nuovi sponsor, limature fisiologicamente immerse nel tritacarne delle trattative post-vendita; tutto è cambiato in poco tempo, logico dover dar tempo alla nuova creatura di farsi conoscere, partendo dal comun denominatore che è rivolto alla consapevolezza che la città di Trieste deve cominciare a lavorare per sostenersi. A proposito di mercato, la vorticosa corsa verso la compravendita di titoli e la formazione della nuova realtà romana sotto l’egida di Matiasic, ha inevitabilmente rallentato il decorso delle operazioni per la costruzione della nuova squadra, figlia anche della mancata partecipazione alla Basketball Champions League. A partire dagli italiani, agli ordini del confermato coach Francesco Taccetti, merce rara per cui ci si deve muovere per tempo. Si da per scontata la permanenza in città di Michele Ruzzier, playmaker di affidabilità, peraltro in una veste più performante senza l’impegno suppletivo di coppa. Anche Francesco Candussi alla fine dovrebbe proseguire il suo rapporto in terra giuliana, nonostante il cuore fosse diviso a metà con Verona; la conferma in terra scaligera di Federico Poser, dovrebbe togliere ogni dubbio al lungo di Palmanova. Per il capitano Lodovico Deangeli c’è un discorso a parte. L’ottimo campionato disputato ha convinto la Roma di Nelson ha fargli un’offerta pluriennale irrinunciabile; o meglio, irrinunciabile al 99% degli atleti professionisti che vogliono garantirsi un futuro. L’unica certezza che abbiamo è che il capitano, per attaccamento e riconoscenza, incontrerà in prima battuta Michael Arcieri, senza “se” e senza “ma”; si sono cosa che vanno al di là dei quattrini per uomini di levatura, anche se questo poi non deve diventare sinonimo di speculazione. Sul fronte americano è presto per parlare, anche se la mancata presenza in BCL limita maggiormente le possibilità, per cui è plausibile vedere affari chiusi più in là nel tempo; l’unico sotto contratto, Markel Brown, sembra voler alzare le pretese d’ingaggio, viatico non ideale per trattenerlo in città.