Trieste e Roma parte dello stesso percorso
Fonte: Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto
Ci sono esperienze che cambiano il modo in cui si vede lo sport. Per me, Trieste è stata una di queste. Quando sono arrivato tre anni fa, ho trovato una città con una straordinaria cultura del basket, una società ricca di storia e tifosi che volevano semplicemente tornare a sognare. Insieme, abbiamo costruito qualcosa che va ben oltre i risultati sportivi: abbiamo riportato la Pallacanestro Trieste in Serie A, l'abbiamo riportata in Europa, abbiamo riempito il palazzetto come mai prima d'ora e abbiamo dimostrato che investire in una comunità significa creare valore per un'intera regione. Sono risultati che porterò sempre con me, così come porterò con me il calore dei tifosi triestini e il duro lavoro quotidiano di tutti coloro che hanno condiviso questo percorso. Negli ultimi mesi ho scelto di rimanere in silenzio. So che alcuni lo hanno interpretato come distacco, ma è stata una scelta necessaria. Stavamo lavorando a una delicata transizione proprietaria che richiedeva riservatezza per proteggere la società e garantire l'integrità delle competizioni. Avevo fatto una promessa: la Pallacanestro Trieste avrebbe avuto un futuro. Oggi posso dire di aver mantenuto quella promessa. Lascio un club con basi solide, una struttura organizzativa matura, una tifoseria più numerosa che mai e una nuova proprietà ben posizionata per proseguire su questa strada. Spero che Trieste continui a vincere e riceva il sostegno che merita da tutta la comunità. Ma chi ama davvero la pallacanestro non può fermarsi. Deve continuare a immaginare nuove sfide .Non vedo Trieste e Roma come due capitoli contrapposti. Al contrario, fanno parte dello stesso percorso. Se oggi riesco a immaginare un progetto così ambizioso per la capitale, è proprio grazie a ciò che abbiamo costruito insieme aTrieste. L'esperienza che ho maturato qui mi ha insegnato che una società sportiva può essere molto più di una semplice squadra: può diventare un motore di partecipazione, sviluppo economico e coesione sociale. Ecco perché questo non è un addio, ma un sincero grazie. Grazie a una città che mi ha accolto come uno di loro. Grazie ai tifosi che ci hanno sostenuto in ogni momento. Grazie a tutti coloro che hanno creduto in una visione che, all'inizio, sembrava impossibile. Oraè tempo di scrivere un nuovo capitolo. Con la stessa passione, la stessa determinazione e la stessa convinzione che il basket possa essere molto più di un semplice sport: può essere uno strumento in grado di creare opportunità, formare i giovani, unire le comunità e generare valore per i territori. Se riusciremo a costruire una grande Roma, non sarà solo la capitale a vincere. Vincerà l'intero movimento cestistico italiano. E questo sarà anche, in parte, il risultato di ciò che abbiamo imparato insieme aTrieste. Grazie Trieste, dal profondo del cuore.