Blindati Brown, Deangeli e coach Taccetti
Fonte: City Sport a cura di Raffaele Baldini
Un sospiro di sollievo che rilassa dopo sei interminabili mesi sulle montagne russe, fra giornate di schiarite e improvvisi temporali estivi. Alla fine, Josh Hiller divenuto Presidente, al di là del curriculum o del pregresso professionale, con Connor Barwin e Aaron Leopold nel CDA, sono nomi e cognomi che attendevamo da tempo, “benedetti” dalla Federazione Italiana Pallacanestro nella giornata di ieri, nel Consiglio Federale, con la ratifica delle 16 partecipanti alla serie A. Nessun colpo di scena, né sul fronte della Maxima Roma di Paul Matiasic, né sulla scontata revoca dell’affiliazione dello Shark Trapani. La Pallacanestro Trieste riparte dal 16 di Luglio, scaldando i motori con tre mosse di mercato probabili: la conferma di Markel Brown e di capitan Lodovico Deangeli (le certezze), biennale con opzione per il terzo anno, e un cavallo di ritorno, Sean McDermott (voce di mercato), reduce da un’eccellente stagione in G-League con Valley Suns a 12 punti a partita con il 34% dall’arco dei tre punti, 3.7 rimbalzi e 2 assist. Mike Arcieri vuole scommettere su un giocatore di affidabilità, un po’ sottotono solo nella parte di stagione giocata in biancorosso nel 2024-25 (7 punti a partita nonostante il 49% da tre punti ndr.). Sul fronte dello staff tecnico certa la conferma di Francesco Taccetti come capo allenatore, al quale spetta il compito di ricostruire, assieme ad Arcieri, il parco assistenti; Francesco Nanni e Nick Schlitzer non saranno confermati, in quanto destinati ad altri lidi. Che stagione potrà fare la nuova Pallacanestro Trieste? Il General Manager Arcieri parla chiaro: “Il budget sarà minore rispetto alla scorsa stagione ma, partendo da un 5+5 inziale, costruito con strategia, si può arrivare a bissare le ultime stagioni o anche fare meglio.” In una ripartenza, ci sarà tanto lavoro in prospettiva, a partire dal nodo palazzetto. Anche da questo punto di vista, il GM non fa sconti o meglio, guarda ad una questione di pura sostenibilità economica: “noi vogliamo assolutamente giocare al Palatrieste, la nostra casa ma anche la casa di tante squadre, compreso il femminile. Però i conti non possono essere trascurati o bypassati con leggerezza. Se il Palatrieste ci costa all’anno 1 milione e 200 mila euro circa, noi ad oggi abbiamo un piano B (Palabigot di Gorizia ndr.) che, con gli uffici e la palestra annessa, ci costa sui 300 mila euro. Ribadisco la piena volontà di venire ad un compromesso, per cui ci siederemo attorno ad un tavolo quanto prima.” Il 16 Luglio sarà anche una data per la riapertura delle comunicazioni con aziende, sponsor, con la Regione FVG, con tutti i stakeholder in grado di supportare il progetto ma che, per causa di forza maggiore, hanno dovuto attendere chiarimenti sul fronte societario. L’idea è quella di allargare la base locale/regionale, coinvolgere investitori stranieri per un progetto che possa essere di ampio respiro, almeno quinquennale. Comincia la salita, anche irta da fare con rapporti duri, ma la stanchezza è anche la soddisfazione di chi è ancora in corsa, di chi è vivo e può continuare ad appassionarsi domenicalmente.